{"id":4547,"date":"2021-04-27T17:45:12","date_gmt":"2021-04-27T15:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/?p=4547"},"modified":"2021-04-28T16:11:41","modified_gmt":"2021-04-28T14:11:41","slug":"storie-di-confine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/2021\/04\/27\/storie-di-confine\/","title":{"rendered":"Storie di confine parte 1"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019inizio erano solo messaggi. Innocenti. Uno al giorno, dice. Poi ogni ora.<\/span><b> Buongiorno amore mio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, scriveva. Io non rispondevo. Nel giro di qualche settimana non li contavo pi\u00f9. Erano decine, centinaia di messaggi. Insistenti, dice. Insistenti, scrivo sul foglio. Ripasso la parola con la penna e la sottolineo tre volte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il dieci di febbraio sono uscita di casa per andare a lavoro. Lui era sotto il portone, dei fiori in mano. Non li ho accettati, mi spiega. Li ha buttati a terra e schiacciati con la scarpa, aggiunge, fino a ridurli in poltiglia. Io sono entrata in macchina, tremavo. Ai messaggi si sono aggiunte le chiamate. Erano decine, centinaia di chiamate, dice. A volte rispondevo, Lasciami in pace. Ribatteva con Mai, non lo far\u00f2 mai.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il quattro di marzo \u00e8 apparsa una scritta nel muro del mio palazzo. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Chiara 6 una puttana<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, in rosso, con la bomboletta spray. Ho pensato che potesse essere colpa mia, dice. Colpa mia, scrivo sul foglio. Ripasso le parole con la penna e le sottolineo tre volte, poi dico Se vuole possiamo fare una pausa. Si tira gi\u00f9 le maniche della maglia fino a coprirsi le mani e accenna un No.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Continua con Non dormivo la notte. Ho iniziato ad avere paura. Uscivo di casa solo per andare a lavoro, ma avevo la nausea. Ripensavo al giorno che ci eravamo conosciuti. Era una costante, mi martellava il cervello. Al mattino, al pomeriggio, la sera, la notte. Sempre, specifica. Annuisco, mi tolgo gli occhiali da vista e li appoggio sulla scrivania<\/span><b>.<\/b><\/p>\n<p><b>Ciao sono Andrea<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, mi aveva detto. Mi riempiva di attenzioni, mi sentivo desiderata. Sono stata una stupida, cazzo se sono stata una stupida.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il quindici di aprile ha dato fuoco alla mia auto, dice. Ti amo amore mio, mi aveva scritto pochi minuti prima. L\u2019ho denunciato, ma non \u00e8 servito a molto. Ho smesso di uscire per andare a lavoro, continuavo ad avere la nausea. La mia vita si era trasformata in un incubo. Incubo, dice. Incubo, scrivo sul foglio. Ripasso la parola con la penna e la sottolineo tre volte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ho cambiato numero di telefono. Anche la serratura della porta, riflette. Non so perch\u00e9, non ha mai avuto le chiavi di casa mia. Il due di maggio mi arriva una mail, Leggila!! nell\u2019oggetto. Torna con me, sei la mia vita, c\u2019era scritto. A quella ne sono seguite altre duecentotrentaquattro, tutte uguali. Tutte nel giro di poche ore. Sono corsa in bagno, ho vomitato anche l\u2019anima.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ormai era diventata una persecuzione, la sua voce mi rimbombava nelle orecchie. Ti amer\u00f2 per sempre, diceva, e io ci credevo. Ci credevo, dice. Ci credevo, scrivo sul foglio. Ripasso le parole con la penna e le sottolineo tre volte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Guidavo per tornare a casa, volevo rivedere Romeo dopo una lunga vacanza. Niente musica, i finestrini chiusi e tutti gli specchietti posizionati correttamente. Cos\u00ec il paziente, balbettando, mentre comincio a registrare la conversazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ero fermo al semaforo, con la coda dell\u2019occhio vedevo arrivare un\u2019auto alle mie spalle. Somiglia a lei pensavo in quel momento, dice il paziente. Portava occhiali da sole e un cappello. Il semaforo era diventato verde, ho acceso la freccia di destra per poi accelerare e voltare a sinistra, volevo seminarla, ma sapevo che <\/span><b>le mie erano semplici illusioni<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. La donna aveva accelerato prontamente subito dopo di me, aveva messo la freccia di destra e vi aveva girato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non era lei, sospiravo di sollievo. Poco dopo avevo ricevuto un messaggio, guidavo, non potevo accendere il telefono. Era arrivato un secondo messaggio, poi un terzo, un quarto e cos\u00ec via. Quest\u2019uomo balbetta la sua storia grazie alla paura, penso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il traffico si faceva sempre pi\u00f9 intenso, e i messaggi si erano trasformati in chiamate costanti, appena mi sono fermato davanti casa avevo spento il telefono, non potevo pi\u00f9 sopportare di pensare a lei. Mi dirigevo verso la porta di casa, dice il paziente, poi il silenzio per qualche secondo, lo convinco a respirare con calma e ad aprirsi in quanto sia gi\u00e0 consapevole di tutto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi dirigevo verso la porta di casa, non avevo bisogno delle chiavi perch\u00e9 la serratura era stata scassinata, cos\u00ec il paziente incapace di trattenere le lacrime.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La casa era in ordine, non avevano rubato, ma in cuor mio gi\u00e0 sapevo che non si trattava di ladri. Avevo chiamato Romeo a gran voce, ma non rispondeva. L\u2019avevo cercato nella cuccia, in giardino e nel resto della casa ma niente. <\/span><b>Ero nel panico<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, poi un odore, un odore nauseante di animale, veniva dalla cucina e con quell\u2019odore arrivava il suono della carne mentre cuoceva. Ci\u00f2 che ho visto in quella stanza non lo voglio raccontare, una frase era scritta sulla cappa, diceva Ti amer\u00f2 per sempre, dice il paziente mentre concludo la registrazione.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio erano solo messaggi. Innocenti. Uno al giorno, dice. 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