{"id":4658,"date":"2021-04-28T18:15:44","date_gmt":"2021-04-28T16:15:44","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/?p=4658"},"modified":"2021-04-29T10:06:55","modified_gmt":"2021-04-29T08:06:55","slug":"oltre-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/2021\/04\/28\/oltre-casa\/","title":{"rendered":"Oltre casa"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La luce filtrava dalle tapparelle, la stanza un insieme di righe d&#8217;ombra e di luce. Rita allungava un braccio verso la sveglia, che segnava le 7:10. Ancora un po&#8217; aveva mormorato, e poi si era rigirata nel letto e aveva tirato le coperte fino a sopra il mento. Si alzava che mancava mezz&#8217;ora all&#8217;orario di lavoro. Aveva camminato fino alla cucina trascinando i piedi. Facevano <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">swoosh<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> infilati in lunghe calze rosse. Non aveva nemmeno acceso la luce, si era preparata un caff\u00e8 nella penombra e lo aveva bevuto in piedi. Il cellulare\u00a0 vibr\u00f2 due volte sul tavolo, la luce fredda dello schermo le colpiva gli occhi con prepotenza &#8211; Come va? \u2013 diceva il primo messaggio, &#8211; Come va? \u2013 diceva anche il secondo. <\/span><b>Mai stata meglio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, pensava, finalmente non doveva preoccuparsi del silenzio imbarazzante che si creava quando qualcuno le rivolgeva la parola. &#8211; Tutto a posto, &#8211; aveva risposto al primo, &#8211; Tutto bene, &#8211; al secondo, giusto per cambiare un po&#8217;. Poi aveva messo il cellulare in modalit\u00e0 aereo, si era tagliata una fetta di pane e ci aveva steso uno strato spesso di nutella, lo aveva divorato in poco tempo. Era ora di iniziare a lavorare, si era seduta alla scrivania e aveva acceso il computer. Amava lavorare in smart working, pensava, poteva restare in pigiama, struccata e con la televisione accesa in sottofondo. Non era costretta a fare finti sorrisi a tutti, tantomeno al suo capo, che nonostante sembrasse gentile le metteva un&#8217;ansia tremenda. Dal vivo lo immaginava con la faccia ricoperta di tanti piccoli occhietti, pronti a notare ogni sua mossa, ogni capello fuori posto, ogni starnuto. <\/span><b>Le persone prosciugano ogni mia energia<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, si diceva sempre, non le sopporto. E poi il lockdown era arrivato come un miraggio, il sole si era fatto largo tra le nubi, suonavano le trombe. Finalmente nessuno le avrebbe chiesto di uscire, pensava. Per forza: non si poteva. Se li immaginava, gli altri, a disperarsi perch\u00e9\u00a0 non potevano pi\u00f9\u00a0 andare a fare l&#8217;aperitivo con gli amici e sorrideva al pensiero. Certo, per un po\u2019 la situazione era migliorata, ma poi era peggiorata di nuovo, e l\u2019Italia era stata divisa in zona gialla, arancione e rossa. La Lombardia\u00a0 era stata principalmente arancione e rossa, permettendole di continuare a lavorare da casa e di non uscire, pensava.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0&#8211; Calano i contagi, da luned\u00ec\u00a0 tutta Italia in zona gialla&#8230; \u2013 Pietra, le sembrava quelle parole l&#8217;avessero trasformata in pietra. La penna grafica le era scivolata di mano ed era caduta rotolando. In un attimo si era ritrovata con il telecomando in mano e aveva alzato il volume. Non poteva essere vero, era troppo presto, era impossibile, si ripeteva. Il sole stava scomparendo dietro le nuvole, nell&#8217;aria il segnale della ritirata. Il battito cardiaco era accelerato, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">tum tum,\u00a0 tum tum.<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> Faceva fatica a respirare. Aveva schiacciato il tasto rosso e aveva spento la televisione. Niente pi\u00f9 sveglia alle otto, elencava, niente pi\u00f9 patatine mentre lavoro, niente pi\u00f9 pause ogni mezz&#8217;ora, niente pi\u00f9 solitudine. Non poteva nemmeno pi\u00f9\u00a0 lamentarsi ad alta voce del lavoro che le veniva assegnato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E cos\u00ec\u00a0 si era ritrovata a svegliarsi alle 6:30 e prepararsi di fretta, a colazione solo un caff\u00e8, doccia veloce, il traffico. Quanto odiava il traffico. Non le mancava affatto, si diceva. Una vecchietta a guida di una jeep le tagliava la strada, ci era mancato poco che si scontrassero, &#8211; E stai un po&#8217; attenda vecchiaccia! \u2013 aveva urlato Rita, &#8211; Dove cavolo vai alla tua et\u00e0 con quel jeeppone?! \u2013 aveva aggiunto mentre entrava nel parcheggio della stazione. Sul treno se ne stavano tutti a debita distanza, tutti con la mascherina sopra al naso, ma proprio tutti. <\/span><b>Abbassatevi la mascherina e avvicinatevi un po&#8217;<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che qui c&#8217;\u00e8 chi vuole tornare in zona rossa, pensava. Gocce di pioggia cadevano sul finestrino, ci sbattevano contro e poi scivolavano gi\u00f9 come lacrime su una guancia. Il vecchio mascara le si sbriciolava sulle ciglia, un grumo le era finito in un occhio e lo apriva e lo richiudeva, ma la situazione non migliorava. Si stava portando la mano al viso, ma poi si era ricordata che non poteva, e l&#8217;aveva riabbassata. In un angolo remoto della testa stava mettendo a punto un piano per diffondere il virus, tossendo e starnutendo in faccia alla gente, ma poi aveva scosso la testa, &#8211; Non potrei mai fare una cosa del genere, &#8211; aveva mormorato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La bocca una linea retta. Rita aveva aperto la porta. La bocca allargata in un sorriso, &#8211; Buongiorno! \u2013 diceva a tutti i colleghi che incontrava, si era andata a sedere alla sua scrivania. La bocca di nuovo una linea retta. Come vorrei tornare in lockdown, &#8211; aveva sussurrato, e la ragazza alla scrivania affianco, Laura, aveva fatto un quarto di giro sulla sedia, lo sguardo sconsolato, &#8211; Ma veramente, speriamo che risalga il numero dei contagi, &#8211; aveva detto. A Rita si erano illuminati gli occhi, finalmente qualcuno la pensava come lei. In lontananza la voce del capo. Passi alle loro spalle, poi silenzio. Che ansia che mi mette, &#8211; aveva sussurrato Laura, &#8211; Vero? Ho sempre paura quando passa, &#8211; aveva detto in risposta Rita. Si guardarono e si sorrisero. Qualcuno aveva acceso la radio, le due ragazze avevano alzato gli occhi al cielo in contemporanea, &#8211; Che noia questa radio, mettono sempre le stesse canzoni, &#8211; ha detto una, &#8211; E c&#8217;\u00e8\u00a0 un sacco di pubblicit\u00e0, &#8211; ha continuato l&#8217;altra. Dopotutto <\/span><b>non era cos\u00ec male andare al lavoro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Era venerd\u00ec, la settimana era passata veloce, Il bar era pieno di gente. Le cameriere facevano avanti e indietro. Un televisore acceso appeso alla parete rossa. Rita e Laura avevano fatto tintinnare i bicchieri in un brindisi, &#8211; Evviva la zona gialla! \u2013 dicevano all&#8217;unisono, &#8211; Non avrei mai pensato di dirlo, &#8211; continuava\u00a0 Rita, &#8211; E il merito \u00e8\u00a0 tutto tuo, Laura, &#8211; e le aveva sorriso, &#8211; No tuo, <\/span><b>\u00e8\u00a0 bello avere qualcuno con cui lamentarsi del mondo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0 Avevano buttato gi\u00f9\u00a0 un sorso e avevano appoggiato i bicchieri sul tavolo. Il vestito nero era salito sulle cosce e Rita lo aveva rimesso a posto. In televisione il telegiornale diceva Salgono i contagi, da luned\u00ec la Lombardia e la Campania tornano\u00a0 zona rossa, diventa arancione la Sicilia&#8230; \u2013 Lo sguardo delle due ragazze era pi\u00f9\u00a0 luminoso di prima, &#8211; Beh, ci sentiamo per messaggio? \u2013 ha chiesto Laura, &#8211; Ci sentiamo per messaggio, &#8211; ha risposto Rita.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luce filtrava dalle tapparelle, la stanza un insieme [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":4659,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[549],"tags":[626,522,625,624],"class_list":["post-4658","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconto","tag-aperitivo","tag-fuorimohole","tag-lavoro","tag-lockdown"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4658"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4674,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4658\/revisions\/4674"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/fuorimohole\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}