{"id":108,"date":"2022-04-21T15:30:47","date_gmt":"2022-04-21T15:30:47","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=108"},"modified":"2022-04-21T15:30:47","modified_gmt":"2022-04-21T15:30:47","slug":"mindtech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/mindtech\/","title":{"rendered":"MindTech"},"content":{"rendered":"\n<p>Jenny era in piedi davanti al palazzo dell\u2019azienda MindTech. Faceva caldo e la luce del sole si rifletteva sulle vetrate trasparenti dell\u2019edificio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza indugi\u00f2 un paio di minuti prima di entrare. Guard\u00f2 l\u2019orologio: le 11:01, era in perfetto orario.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 nel palazzo, al piano terra un tale via vai che quasi non si riusciva a camminare. Dopo aver strisciato tra la gente, Jenny pass\u00f2 davanti all\u2019ascensore e opt\u00f2 per le scale. Sal\u00ec fino al decimo piano e raggiunse la sala d\u2019attesa. Si present\u00f2 alla segretaria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno, sono qui per la simulazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCertamente, il suo nome?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono Jenny Coleman del New York Times. Mi hanno incaricato di scrivere un articolo sul fenomeno del momento.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa stavamo aspettando Jenny,\u201d disse la segretaria con un sorriso inquietante mentre recuperava dei fogli sul tavolo. \u201cDeve compilare questi moduli, ci vorr\u00e0 solo qualche minuto.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul primo foglio era richiesto l\u2019inserimento dei dati anagrafici e di menzionare le tre maggiori paure, il resto trattava le informazioni sulla privacy. Il contratto non menzionava effetti collaterali o conseguenze psicologiche e fisiche. Appose la propria firma e consegn\u00f2 i moduli alla signora dietro la scrivania.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche minuto dopo comparve un uomo. Si present\u00f2 come il dottor Gregor; alto, robusto, sbarbato e con occhi color ghiaccio. Probabilmente aveva una cinquantina d\u2019anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico la invit\u00f2 ad accomodarsi nello studio. Jenny si sdrai\u00f2 sul lettino bianco, le mani intrecciate e i muscoli irrigiditi. Si guard\u00f2 intorno: era tutto <em>cos\u00ec<\/em> bianco: dal soffitto alle pareti, dai mobili alle sedie, dal pavimento alle finestre. Al muro erano appesi dei quadri con diversi titoli di laurea in psichiatria e neuroscienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 uno strizza cervelli,\u201d not\u00f2 Jenny.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi sono laureato in psichiatria a trent\u2019anni, poi ho capito di essere pi\u00f9 interessato alle neuroscienze cognitive. Con il tempo ho voluto combinare sia la parte psicologica della mente umana sia la parte anatomica e biologica. Un connubio eccezionale!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Jenny sospir\u00f2. \u201cUno strizza cervelli,\u201d ripet\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon amo questo termine. A ogni modo, cos\u00ec \u00e8 nato MindTech. Anni di ricerca hanno portato a qualcosa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono un po\u2019 in ansia per la simulazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSeguir\u00f2 la procedura con lei. Si rilassi,\u201d le disse, mentre estraeva da una boccetta un chip verde, simile a una pila. \u201cImmagino sia gi\u00e0 informata. Il chip viene appoggiato sulla tempia e manda le informazioni al lobo temporale, precisamente all\u2019amigdala, il complesso nucleare che gestisce le emoz\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec so cos\u2019\u00e8,\u201d lo interruppe Jenny. \u201cHo fatto anatomia al liceo.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 doloroso,\u201d riprese il medico. \u201cMa la sua mente la porter\u00e0 in diversi luoghi e potrebbe essere destabilizzante.\u201d<br>L\u2019ansia lasci\u00f2 posto alla curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi sono informata al riguardo,\u201d disse lei. \u201cFisicamente rimarr\u00f2 in questa stanza. Mentalmente sar\u00f2 altrove. Roba del futuro insomma.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico sorrise. \u201cCorretto, lei non si muover\u00e0 da qui. Lo prenda come un sogno in cui, per\u00f2, ha la possibilit\u00e0 di prendere decisioni.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDove mi trover\u00f2 dopo aver cominciato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA questo non posso dare una risposta. Sar\u00e0 il suo inconscio a guidarla.\u201d Il medico mise il chip alle estremit\u00e0 di una pinzetta. \u201c\u00c8 importante che non si faccia prendere dal panico. Trovarsi di fronte alle proprie paure o fobie \u00e8 pi\u00f9 difficile di quanto si immagini, ma lei deve ricordare che non \u00e8 reale.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel contratto chiedete di menzionare le maggiori paure a scopo informativo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer farci un\u2019idea di come potrebbe andare la procedura. Solo lei potr\u00e0 vivere l\u2019esperienza, io guarder\u00f2 su questo schermo e in base alle frequenze capir\u00f2 se \u00e8 rilassata o se il panico avr\u00e0 la meglio. Quando \u00e8 pronta, cominciamo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono pronta,\u201d disse Jenny.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 non lo era per niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico annu\u00ec e posizion\u00f2 il chip sulla tempia della ragazza. Lei chiuse gli occhi e la sensazione fu quella di sprofondare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando li riapr\u00ec era in una piscina. Guard\u00f2 le mani che accarezzavano la superficie dell\u2019acqua e d\u2019istinto url\u00f2 terrorizzata. A parte lei, nessun altro. Non aveva mai imparato a nuotare; a quattro anni era quasi affogata e il trauma l\u2019aveva sempre tenuta lontana dall\u2019acqua. Dopo qualche istante di paura si rese conto che non stava annegando: le gambe si muovevano in modo ritmico e la tenevano a galla. Per la prima volta la ragazza visse l\u2019esperienza di restare in una piscina senza paura di calare a picco. Prov\u00f2 ad avanzare, apr\u00ec le braccia per darsi la spinta nell\u2019acqua cristallina. Era una sensazione piacevole, cos\u00ec tanto che Jenny si mise a pancia in su e si godette i raggi che le scaldavano la pelle. Sapeva di trovarsi dentro a una sorte di simulazione, ma tutto sembrava reale. L\u2019acqua, il sole sul viso, la sensazione di stare a galla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nuot\u00f2 per raggiungere il bordo della piscina, ma nel momento in cui infil\u00f2 la testa sott\u2019acqua si ritrov\u00f2 in una casa di legno. Si guard\u00f2 intorno: una testa di cervo imbalsamata attaccata alla parete, un vecchio fucile da caccia in mostra sul mobile, le tende a quadri rosse e bianche. Era la baita dei nonni. Lei la considerava la casa degli orrori. Sempre infestata dai ragni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammin\u00f2 lenta nel corridoio mentre il parquet cigolava sotto i piedi a ogni passo, poi ud\u00ec un rumore al piano di sotto. Si affacci\u00f2 sul pianerottolo e vide le scale ricoperte da <em>loro<\/em>. Port\u00f2 una mano alla bocca per soffocare un grido e si rifugi\u00f2 nella camera dei nonni, sbattendosi la porta alle spalle. Cal\u00f2 un silenzio tombale che le mise i brividi. Sent\u00ec qualcosa caderle sui capelli. Alz\u00f2 lo sguardo: il soffitto era tappezzato di ragni. Ne cadde un altro e un altro ancora, cos\u00ec la ragazza si ritrov\u00f2 sotto una pioggia di aracnidi. Si gir\u00f2 in direzione della porta per scappare dalla stanza, ma come in un incubo, la parete era vuota. Nessuna porta, nessuna maniglia, nessuna via di fuga. Intanto i ragni continuavano a cadere, le ricoprirono la testa, le entrarono nella maglietta, altri nelle orecchie e nel naso. Jenny chiuse gli occhi, per un attimo pens\u00f2 di soffocare. Ripet\u00e9 pi\u00f9 volte tra s\u00e9 e s\u00e9 che nulla era reale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando li riapr\u00ec era in un ascensore, piccolo e stretto. Lo sent\u00ec iniziare a scendere. La ragazza strinse i pugni e tent\u00f2 di respirare in modo calmo. In un attimo i bottoni dei piani si illuminarono in modo simultaneo. L\u2019ascensore ebbe un sobbalzo e si blocc\u00f2. Poi inizi\u00f2 a precipitare. Con il cuore in gola, la ragazza port\u00f2 le mani alla testa e url\u00f2 di tirarla fuori dalla simulazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il buio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi una voce lontana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRespiri Jenny. \u00c8 qui con me, \u00e8 al sicuro.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jenny si ritrov\u00f2 di nuovo nella stanza insieme al medico. Si guard\u00f2 intorno spaventata, l\u2019uomo teneva tra le mani una pinzetta con il chip verde.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa cosa\u2026,\u201d balbett\u00f2 Jenny. \u201c\u00c8 stato terrificante.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa sua reazione \u00e8 pi\u00f9 che comprensibile. Beva un po\u2019 d\u2019acqua, tenga,\u201d il medico le porse un bicchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho sete.\u201d Rispose secca. \u201cHo pensato di morire. Sembrava reale,\u201d disse portandosi le mani alla gola. Le sembrava ancora di precipitare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 riuscita a sconfiggere una delle sue tre paure, la pi\u00f9 grande. \u00c8 un grande traguardo se consideriamo che \u00e8 la sua prima simulazione!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Jenny socchiuse gli occhi. \u201cCome sa che era la mia pi\u00f9 grande paura?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico si irrigid\u00ec sulla sedia. \u201c\u00c8 stata la prima che ha menzionato tra le tre, nel contratto. La prima \u00e8 sempre quella pi\u00f9 grande.\u201d Si trascin\u00f2 con la sedia fino a un armadietto e ripose il chip in un cassetto con il nome di <em>Jenny Coleman<\/em>. \u201cPura psicologia Jenny, nulla di pi\u00f9.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza si strinse nelle spalle. Il fenomeno di MindTech era esploso solo un mese prima, ma molti l\u2019avevano gi\u00e0 provato. Nessuno che lei conoscesse, ma le testimonianze erano state tante. Molta gente aveva ammesso di aver superato le proprie paure. Tuttavia, in quel momento ogni aspetto le sembrava ambiguo. Non si fidava pi\u00f9 delle parole del medico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon posso dire altrettanto riguardo ai ragni e agli ascensori,\u201d riprese l\u2019uomo mentre annotava qualcosa su una cartella.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuanto tempo \u00e8 durato?\u201d Chiese Jenny.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCirca tre minuti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza sgran\u00f2 gli occhi. \u201cTre minuti? A me sembrano passate ore.\u201d Guard\u00f2 l\u2019orologio. Le 11:25.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutto regolare cara Jenny. Quando sogniamo ci sembrano sempre passate ore, poi al nostro risveglio ci accorgiamo di aver dormito solo qualche minuto. O viceversa\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 la stessa cosa\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 capitato che alcuni pazienti avessero allucinazioni o perdite di memoria nei giorni successivi alle cure,\u201d la interruppe l\u2019uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon erano menzionate nel contratto,\u201d contest\u00f2 Jenny. \u201cNon \u00e8 una cosa da poco.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono rari i casi, circa uno su mille. Erano soggetti predisposti a psicosi, ma nella sua cartella non leggo precedenti di malattia mentale. In ogni caso \u00e8 mio dovere farglielo sapere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Jenny scese dal lettino barcollando e si mise in piedi di fronte a lui. \u201cNiente di tutto ci\u00f2 era scritto nel contratto. Prender\u00f2 provvedimenti legali. Ecco cosa scriver\u00f2 nel mio articolo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo le sorrise, le prese la mano e gliela strinse per salutarla. \u201cLei \u00e8 ancora sotto shock Jenny. Si conceda qualche giorno per rimettersi e poi ci sentiamo. Spero di rivederla presto e poter continuare la seduta.\u201d E cos\u00ec si conged\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Jenny si ritrov\u00f2 davanti all\u2019ascensore. Le porte si aprirono, entr\u00f2 e premette il pulsante del piano terra. Non appena il mezzo inizi\u00f2 la discesa, le luci iniziarono a funzionare a intermittenza. Jenny confusa si chiese cosa facesse all\u2019interno di un ascensore. Si ritrov\u00f2 nel buio per un paio di secondi, e quando le luci si riaccesero abbass\u00f2 lo sguardo e not\u00f2 il suolo ricoperto di ragni. Url\u00f2, ma questa volta nessuno pot\u00e9 tirarla fuori da l\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuse gli occhi e respir\u00f2 profondamente. Li riapr\u00ec. Jenny si trovava fuori dal palazzo. Si guard\u00f2 intorno confusa. La gente camminava per la strada, faceva caldo, il sole si rifletteva sui vetri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Una scena familiare, come un<em> d\u00e9j\u00e0-vu<\/em>. Guard\u00f2 l\u2019orologio: le 11:01.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paola Masala<\/strong> <br>paolamasala.studia@mohole.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jenny era in piedi davanti al palazzo dell\u2019azienda MindTech. Faceva caldo e la luce del sole si rifletteva sulle vetrate trasparenti dell\u2019edificio.&nbsp; La ragazza indugi\u00f2 un paio di minuti prima di entrare. Guard\u00f2 l\u2019orologio: le 11:01, era in perfetto orario. 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