{"id":126,"date":"2022-04-21T17:31:00","date_gmt":"2022-04-21T17:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=126"},"modified":"2022-04-21T17:31:00","modified_gmt":"2022-04-21T17:31:00","slug":"kamakiri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/kamakiri\/","title":{"rendered":"Kamakiri"},"content":{"rendered":"\n<p>Fece una lunga sorsata dalla cannuccia, il liquido si lasci\u00f2 dietro una scia acre sulla lingua. &nbsp; I suoi amici tardavano a rientrare. Pens\u00f2 che magari avessero incontrato qualcuna di interessante. Fece tintinnare il ghiaccio nel bicchiere. Lui aveva una concezione molto diversa di ci\u00f2 che riteneva interessante. Se qualcuno avesse attraversato il bar nel lasso di tempo di quei pensieri, forse lo avrebbe visto sorridere tra s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Era seduto su uno dei divanetti a bordo pista e osservava oziosamente la folla che si agitava a poca distanza. Sotto le luci intermittenti sembravano cellule di un grande organo sanguinante, che pulsavano all\u2019unisono. Con uno sbuffo si lasci\u00f2 sprofondare nello schienale di pelle, mentre la musica techno gli riempiva i timpani. Di tanto in tanto un bicchiere schizzava a terra, ma nessuno pareva badarci. Le suole delle scarpe sgusciavano sul pavimento allagato come interiora svuotate. La scena gli provocava una sorta di ribrezzo, mescolato a un&#8217;eccitazione formicolante che gli si era accumulata alla base dello stomaco. Era una visione che lo disgustava e attraeva allo stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>La plastica fredda del bicchiere gli condensava in mano, sentiva l\u2019acqua accumularsi sotto le giunture delle dita. Reclin\u00f2 la testa all\u2019indietro, aspettando che l\u2019alcol entrasse in circolo. D\u2019un tratto si ritrov\u00f2 a guardare il mondo dal basso in alto, in un bizzarro sottosopra.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che la vide per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Era alta, e trangugiava un cocktail aranciato appoggiata alla parete in fondo al locale, lontana dalla massa. La vide pizzicarsi con una mano la stoffa iridescente del vestito, all\u2019altezza delle anche, mentre la sua gola rimbalzava contro la trachea realizzando grosse boccate. Nate si drizz\u00f2 a sedere e si volt\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza aveva posato il bicchiere svuotato su un tavolo l\u00ec accanto, e ora si ravvivava i capelli scuri. Chiss\u00e0 se anche lei aveva le dita bagnate di condensa, pens\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo scol\u00f2 ci\u00f2 che restava della sua bevanda, mentre quell\u2019eccitazione di poco prima si faceva pi\u00f9 intensa. Dopodich\u00e9, come per una foga inaspettata, si ritrov\u00f2 inspiegabilmente in piedi. I suoi occhi sgomitavano febbrili tra la folla, per non perderla di vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbandon\u00f2 il bicchiere da qualche parte e si avvi\u00f2 a lunghe falcate in direzione della ragazza. La calca e la nebbia creata dalle macchine del fumo lo fecero imprecare. L\u2019aveva quasi raggiunta, quando i loro sguardi si incrociarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei aveva occhi piccoli e allungati, nero pece, penetranti nonostante i metri che ancora li separavano. Era rimasta ferma a guardarlo avvicinarsi, mordicchiandosi l\u2019unghia dell\u2019indice. All\u2019improvviso qualcosa nei suoi occhi lo fece bloccare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come si era ritrovato in piedi in una corsa sfrenata per raggiungerla, ora il ragazzo era ritto immobile a una manciata di passi dalla sua meta. Sentiva le pupille di lei punzecchiarlo come aghi sulle palpebre, come orticaria, come un\u2019infezione purulenta che infiamma i dotti lacrimali. Nate sostenne il suo sguardo, le braccia abbandonate lungo i fianchi e la mente offuscata, come in dormiveglia. Schiuse la bocca ma non ne usc\u00ec parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu lei a parlare per prima.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi serve qualcosa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non rispose. Pi\u00f9 lei lo guardava, pi\u00f9 Nate sentiva i polmoni disidratarsi nella cassa toracica.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza lo affianc\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVuoi ballare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>I polmoni erano ridotti alle carcasse di due spugne essiccate che raschiavano le mucose.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa hai pippato?\u201d Le sopracciglia di lei si congiunsero in una strana espressione divertita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio dire, no! Non ho pippato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2026 mi andrebbe di ballare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei gli concesse un mezzo sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nate not\u00f2 che aveva un incisivo laterale molto storto, quasi girato di novanta gradi e perpendicolare alla gengiva. Per qualche ragione questo dettaglio lo rassicur\u00f2, sciogliendo la tensione che gli irrigidiva la mascella. Il ragazzo scosse la testa, e gli parve di udire il cervello rotolargli nel cranio come una piccola biglia vitrea.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mentre, una punta d\u2019orgoglio scricchiolava sotto i tacchi a spillo della sua interlocutrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Si inumid\u00ec le labbra. Con un movimento fluido colm\u00f2 lo spazio che li divideva, arrivando quasi ad accostarle la bocca all\u2019orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusa, non so cosa mi sia preso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>In risposta, la ragazza arross\u00ec violentemente. Lui, conquistata la posizione di vantaggio, dovette trattenere un ghigno.<\/p>\n\n\n\n<p>A guardarla cos\u00ec da vicino not\u00f2 che aveva tratti asiatici, nella sua voce non c\u2019era l\u2019ombra di un accento. Le labbra piene erano screpolate e approssimativamente coperte di rossetto color melanzana. Lei le tendeva e le arricciava a ripetizione, nel tentativo di renderle pi\u00f9 invitanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome ti chiami?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cKamakiri.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nate la osserv\u00f2 tendere e arricciare le labbra. Sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8&nbsp; giapponese,\u201d aggiunse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi piace.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le dita della ragazza gli avvolsero il polso e lui si lasci\u00f2 trascinare in pista. In verit\u00e0 non gli piaceva ballare. Detestava la calca e gli urti che immancabilmente comportava lo stare in mezzo alla ressa. Ma aveva appena deciso che ne sarebbe valsa la pena.<\/p>\n\n\n\n<p>Nate segu\u00ec Kamakiri sotto le luci stroboscopiche. Osserv\u00f2 il suo corpo muoversi flessuoso sotto al vestito leggero che indossava, e la lingua gli affog\u00f2 nella saliva. La stoffa riluceva debolmente, le lasciava scoperte le spalle, su cui risaltavano ramificazioni di un grosso tatuaggio che doveva occuparle gran parte della schiena. Un\u2019improvvisa curiosit\u00e0 gli esplose tra le sinapsi come un fuoco d\u2019artificio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, dove la ragazza gli stringeva il braccio si stava creando un sottile strato di sudore, a Nate piaceva l\u2019idea che non si potesse stabilire a chi dei due appartenesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati al centro della pista, lei lo lasci\u00f2 andare e si volt\u00f2 a guardarlo. Ballarono per un po\u2019 senza goffaggine e senza imbarazzo. Kamakiri ondeggiava con movimenti sinuosi, agitava le braccia sottili sopra alle loro teste. Nate fu tentato pi\u00f9 volte di afferrarle, per stringerla a s\u00e9,&nbsp; ma non fu necessario. Lei gli stava tanto vicina che spesso i seni gli sfioravano il petto. Lui poteva sentire i capezzoli turgidi stuzzicargli la pelle sotto alla maglietta. Rabbrivid\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Attorno a loro si era creato un piccolo spiazzo che nessuno osava invadere.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi neri della ragazza luccicavano come bottoni di vetro ogni volta che venivano colpiti da un riflesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nate sapeva che normalmente una cos\u00ec sarebbe stata al di sopra della sua portata, e che se non fosse stato per quell\u2019incisivo sbieco la sua autostima non gli avrebbe retto il gioco abbastanza da permettergli di ballare con lei. Ma invece il dente c\u2019era, perpendicolare, e lui si sentiva come un re.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che lei percorreva il suo corpo con lo sguardo, era come se gli rovesciasse addosso miele fuso, come se i suoi occhi gli colassero bollenti sulla pelle. <em>Kamakiri, Kamakiri, Kamakiri!<\/em> Nate non riusciva a pensare ad altro.<\/p>\n\n\n\n<p>La baci\u00f2, e un sapore agrodolce gli riemp\u00ec la bocca, esplosione di una bacca matura d\u2019estate sulle papille gustative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ballarono ancora, i bassi ritmati a palpitare nei polpacci.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un po\u2019 il ragazzo le circond\u00f2 la vita con un braccio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUsciamo,\u201d disse.<\/p>\n\n\n\n<p>I due sgusciarono indisturbati fino all\u2019uscita di sicurezza, Kamakiri spinse la maniglia a pressione con la schiena. Una volta fuori vennero accolti dalla luce dei lampioni, che lanciavano aloni sfarfallanti sul cemento. Attraversarono il parcheggio deserto, la ragazza si stringeva forte al braccio di Nate, camminando rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si diressero verso l\u2019auto del ragazzo, che era parcheggiata lontano, vicino al cancello. Aperta la portiera, si infilarono sui sedili posteriori. Nate fremeva. La pelle olivastra di lei era ruvida di freddo sotto alle dita.<\/p>\n\n\n\n<p>I finestrini della macchina si appannarono in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Se qualcuno avesse attraversato il parcheggio in quel lasso di tempo, avrebbe visto una Honda Civic del 2011 agitarsi furiosamente accanto al cancello, ma non pass\u00f2 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Venti minuti dopo, nell\u2019abitacolo le narici si riempivano della fragranza pungente di coito.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cosce nude di Kamakiri premevano su quelle del ragazzo, che le accarezzava le scapole, grato di quella pressione. Sorrideva, mentre lei disegnava con l\u2019indice cerchi concentrici sul suo petto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPiccola, si sta facendo tardi\u2026\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>la ragazza sfreg\u00f2 piano la fronte contro la spalla di Nate, in segno di assenso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse dovremmo rientrare\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le dita di Kamakiri si fermarono bruscamente. Lui ne sent\u00ec il corpo tendersi, a contatto con il suo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo so, anche a me piacerebbe restare, ma i miei amici mi staranno cercando.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non replic\u00f2. Con un movimento lento cominci\u00f2 a ritirare le braccia verso il grembo. Prese a sollevarsi piano, e quando si fu alzata del tutto rest\u00f2 ferma in una posa innaturale. Teneva le braccia piegate e le mani raccolte davanti al petto, una postura che ricordava un atteggiamento di preghiera. I capelli le coprivano in parte il volto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nate scoppi\u00f2 in una risata e sollev\u00f2 le mani ai lati della testa, come un bambino colto in flagrante. \u201cOK-ok altri 5 minuti\u2026\u201d bofonchi\u00f2. Il suo volto era raggiante, e ignor\u00f2 deciso un nodo in gola di inquietudine, che attribu\u00ec alla sensazione di essere in ritardo.<\/p>\n\n\n\n<p>La guardava con gli occhi strizzati, avanzi di sudore contro la tappezzeria di nylon. Era felice, e Kamakiri bellissima, i suoi piccoli occhi come buchi neri assorbivano la luce bieca dei lampioni che filtrava dal lunotto posteriore.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, d\u2019un tratto, Nate ud\u00ec un ringhio basso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il verso aveva preso a ribollire nella gola di lei, strozzato e gorgogliante.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019istinto il ragazzo si irrigid\u00ec sul sedile. Il sorriso che gli scopriva i denti si incrin\u00f2 di colpo.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento, la pressione prima tanto piacevole che esercitavano le gambe di Kamakiri contro i suoi fianchi cominci\u00f2 a crescere. Il ragazzo si divincol\u00f2, ma le gambe di lei continuavano a stringere. La pressione aumentava, diventava sempre pi\u00f9 forte, tanto da fare male. Poi, Nate sent\u00ec le ossa del bacino spezzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un grido lancinante gli scortic\u00f2 la gola.<\/p>\n\n\n\n<p>Tent\u00f2 di spingerla via. Url\u00f2. Le colp\u00ec il viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva che era sbagliato ma la colp\u00ec con tutte le sue forze, e lei rest\u00f2 immobile, come se nemmeno l\u2019avesse sfiorata. <em>Kamakiri!<\/em> Nate venne sopraffatto da una paura cieca che gli lacer\u00f2 le cervella. Il sangue caldo zampillava sui sedili, colava fino alle caviglie, imbrattava le gambe della ragazza. Per\u00f2 lui non lo sentiva, non sentiva pi\u00f9 i piedi, lei gli aveva tranciato il midollo spinale. <em>Kamakiri, Kamakiri, Kamakiri!<\/em> Emise un latrato, come un cane che crepa sgozzato. Il ragazzo le prese a pugni le costole fino a scorticarsi le nocche, ma lei non moll\u00f2 la presa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nate aveva i polmoni scuoiati, macellati, le corde vocali sbrindellate, immagin\u00f2 che gli restassero a penzolargli fuori dalle labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza torreggiava su di lui, le mani strette a uncino contro la giugulare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nate emise un rantolo sommesso. <em>Kamakiri!<\/em> La sua faccia diventava sempre pi\u00f9 violacea. <em>Kamakiri!<\/em> I bulbi oculari cremisi di capillari esplosi, fuori dalle orbite. <em>Kamakiri no!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le ginocchia della ragazza gli stavano strizzando i reni come una morsa d\u2019acciaio e lui vedeva rosso, rosso, tutto rosso, e poi nero.<\/p>\n\n\n\n<p>La kamakiri spalanc\u00f2 la bocca e ne usc\u00ec un ruggito sordo che sovrast\u00f2 i lamenti soffocati del ragazzo. Dalle gengive della creatura spuntavano fauci come chiodi. L\u2019incisivo storto non c\u2019era pi\u00f9. Bava calda le colava lungo il mento, cadeva densa sulla pancia nuda di lui, dove le ossa avevano trapassato la carne. Affondava le unghie nel collo e il sangue scuro si raccoglieva nelle clavicole.<\/p>\n\n\n\n<p>Se qualcuno avesse attraversato il parcheggio in quel lasso di tempo, avrebbe visto la Honda Civic dondolare ancora pi\u00f9 violentemente di qualche istante prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse allora avrebbe udito urla lancinanti sovrastare il rimbombo della musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse avrebbe visto una giovane donna, con un enorme insetto sacro tatuato sulla schiena, lasciare l\u2019auto con i vetri insanguinati, indisturbata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non pass\u00f2 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Benedetta Presazzi <br><\/strong>benedettapresazzi.studia@mohole.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fece una lunga sorsata dalla cannuccia, il liquido si lasci\u00f2 dietro una scia acre sulla lingua. &nbsp; I suoi amici tardavano a rientrare. 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