{"id":130,"date":"2022-04-21T17:38:08","date_gmt":"2022-04-21T17:38:08","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=130"},"modified":"2022-04-21T17:53:51","modified_gmt":"2022-04-21T17:53:51","slug":"persone-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/persone-sociali\/","title":{"rendered":"PERSONE SOCIALI"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella piazza, difronte alla chiesa, Gabriel e Carlo stanno parlando seduti sulla panchina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quanto ci mette? chiede Carlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetta che prendo la sfera di cristallo, risponde Gabriel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dai coglione, gli dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 immagina se inventassero una roba simile, magari sul telefono, riusciresti a sapere cosa fanno le persone, risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>Inquietante, replica Carlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una polo spunta da dietro l\u2019angolo, ad alta velocit\u00e0, e inchioda in modo brusco affianco al marciapiedi, a pochi passi dai due.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, andiamo? Chiede Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>I due ragazzi salgono in macchina sbuffando, le portiere vengono chiuse con forza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma si pu\u00f2 sapere dove dobbiamo andare? Chiede Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendi lo stradario che ti dico io, risponde Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Che palle per\u00f2, volevo guardare il panorama, replica Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vorrebbe la DeLorean di Doc, almeno potresti impostare la destinazione, dice Gabriel.<\/p>\n\n\n\n<p>La manopola che regola il volume dell\u2019autoradio viene ruotata verso destra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Giornale orario, annuncia lo speaker, notizie in breve. Draghi, Il 31 marzo stop allo stato di emergenza e nuove regole sul green pass.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma speriamo cazzo, urla Gabriel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivano al locale, Chiara \u00e8 a due passi pi\u00f9 avanti di Gabriel e Carlo; presi in una conversazione sul calcio. Una ragazza si stacca da un gruppetto e corre verso di loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao Marta, scusa il ritardo, ma ho dovuto aspettare questi due, le dice Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Che bugiarda, replica Gabriel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo so non vi preoccupate, comunque piacere, Marta, dice ai ragazzi tendendo la mano verso di loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriel e Carlo si presentano ed entrano nel locale a prendere da bere, mentre Chiara rimane fuori a conoscere le amiche di Marta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo \u00e8 in disparte a parlare con una ragazza, appoggiato a un muretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sei di queste parti vero? Perch\u00e9 non ti ho mai vista, le chiede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>No infatti, gli risponde, sono di Genova.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo si accende una sigaretta e le dice che al Fritz le facce sono sempre quelle, e che appena se ne vede una nuova si nota subito.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avevo capito, gli dice arricciandosi i capelli.<\/p>\n\n\n\n<p>I due rimangono in silenzio per qualche secondo, in sottofondo il brusio del locale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come mai sei a Milano quindi? Le chiede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono qua per lavoro, gli risponde, sviluppo dei progetti da inserire su internet.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono molto pratico, le dice, quando devo usarlo chiedo sempre a un mio amico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza fissa un punto indefinito della strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Richiesta di amicizia, sussurra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che cazzo stai dicendo? Le domanda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>No scusa, stavo pensando al progetto che sto sviluppando, risponde, fai finta che non abbia detto niente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui annuisce e fa un sorso di birra dal bicchiere che ha in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>E te, che lavoro fai invece? Gli chiede.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavoro nel negozio di mio padre, ci occupiamo di orologi, le risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>Figo, allora quando ritorno ti posso portare l\u2019orologio di mio nonno, magari puoi aggiustarlo, gli dice sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>In che senso ritorni, non ti fermi per molto? Le chiede.<\/p>\n\n\n\n<p>No, torno domani, risponde. Ma se vuoi ti posso lasciare il numero di telefono, cos\u00ec quando vieni a Genova puoi farmi uno squillo.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo sfila dalla tasca un blocchetto marrone e fa scorrere le pagine usurate fino alla prima pulita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Usi ancora quel coso l\u00ec, gli chiede sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vado molto d\u2019accordo con la tecnologia, risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo segna il numero di telefono, e affianco aggiunge la scritta Alessia \u2013 numero di casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perfetto, le dice, allora ci sentiamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si salutano baciandosi sulla guancia, lei si allontana dal bar mentre Carlo si ricongiunge a Chiara e Gabriel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo apre gli occhi e stacca la testa dal finestrino. Aspetta che il flusso di gente diminuisca, e con lo zaino sulle spalle si alza in piedi e si stiracchia. Uscito dalla stazione di Piazza Principe si incammina verso il porto, a piedi. Dopo un centinaio di metri intravede la sopraelevata, e dietro di essa il mare; su cui galleggiano grosse navi da crociera, e altre barche di varie dimensioni. Arrivato in piazza Caricamento Carlo entra in una cabina telefonica. Tira fuori il blocchetto dallo zaino, inserisce le monete nella piccola fessura affianco alla cornetta, e fa un respiro profondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pronto, chi \u00e8? Chiede una voce di donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Salve sono Carlo, un amico di Alessia, lei \u00e8 in casa?<\/p>\n\n\n\n<p>No mi spiace, ma quando torna posso dirle di richiamare, risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 che sto chiamando dal telefono pubblico, le dice, perch\u00e9 non sono di qui. Non sa dirmi dove posso trovarla?<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi provare al bar di Bruno, risponde, lei lavora l\u00e0. Ma non saprei dirti la via, comunque \u00e8 vicino alla Cattedrale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Far\u00f2 un tentativo, le dice, grazie mille.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sole sta tramontando e il cielo si colora di rosso. Carlo Cammina lento, con le mani attaccate agli spallacci dello zaino, e chiede alle persone che incontra se conoscono quel bar. Un signore sulla cinquantina decide di accompagnarlo, e nel tragitto Carlo gli spiega perch\u00e9 si trova a Genova.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, \u00e8 questo qui, gli dice il signore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie Enrico sei stato gentilissimo, se vuoi ti offro un caff\u00e8, propone Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p>No devo scappare, comunque in bocca al lupo per la <em>figgetta, <\/em>risponde.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui alza la testa, e vede una ragazza con il grembiule nero che sta pulendo un tavolino con uno straccio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao Alessia, le dice agitando la mano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo, gli dice abbracciandolo. Se hai voglia di aspettarmi tra mezz\u2019oretta stacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo appoggia lo zaino su una sedia e le dice che per lui va bene. Alessia afferra un vassoio di plastica, con sopra delle bottiglie vuote e delle tazzine sporche di caff\u00e8, e scompare dentro il bar. Quando esce dal locale lei indossa dei jeans chiari e una magliettina nera; Carlo la osserva avvicinarsi con il braccio appoggiato al tavolino.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo a mangiare, gli chiede, sto morendo di fame.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sto, risponde, ti seguo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre camminano per le vie strette lui le racconta che \u00e8 la prima volta che viene a Genova, e le dice che si \u00e8 gi\u00e0 innamorato della citt\u00e0 e delle persone. I due ragazzi si fermano sotto l\u2019arcata di un portico.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo arrivati, spiega Alessia.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo osserva il banco di marmo del negozio che hanno di fronte; dove due uomini stanno maneggiando del pesce. La vetrina opaca divide la cucina dalla fila di clienti, e su di essa sono appoggiati dei fogliettini numerati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio io va bene? Chiede lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fido, le risponde con la mano appoggiata al petto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il cielo stellato si specchia sul mare, la citt\u00e0 splende sulla costa e sale verso le colline. Carlo e Alessia sono seduti su una panchina vicino al porto. In mano hanno delle buste marroncine zuppe d\u2019olio; dalle quali prendono piccole manciate di calamari fritti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, come sta andando la roba di internet? Le chiede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto intendi? Gli dice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, risponde, hai sviluppato qualcosa che ci cambier\u00e0 la vita?<\/p>\n\n\n\n<p>Alessia sorride e si pulisce le mani con una salvietta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 s\u00ec, gli dice, stavo pensando di creare una specie di sito dove si possono inserire delle foto; che vengono condivise con altre persone, magari con una didascalia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scusa se te lo dico, risponde, ma chi \u00e8 che avrebbe voglia di fare tutto sto sbattimento. Non penso che a qualcuno importi farsi gli affari degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti la gente ha di meglio da fare, gli risponde, per\u00f2 avevo iniziato a pensare anche al nome.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe? Chiede Carlo con un sorriso ironico.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo pensato all\u2019unione tra le parole &#8220;instant camera&#8221; e &#8220;telegram&#8221;, per\u00f2 non so, risponde.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cazzo che fantasia, le dice scoppiando a ridere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riccardo Sanit\u00e0<\/strong><br>riccardosanita.studia@mohole.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella piazza, difronte alla chiesa, Gabriel e Carlo stanno parlando seduti sulla panchina.&nbsp; Ma quanto ci mette? chiede Carlo.&nbsp; Aspetta che prendo la sfera di cristallo, risponde Gabriel.&nbsp; Dai coglione, gli dice. Per\u00f2 immagina se inventassero una roba simile, magari sul telefono, riusciresti a sapere cosa fanno le persone, risponde. 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