{"id":132,"date":"2022-04-21T17:41:04","date_gmt":"2022-04-21T17:41:04","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=132"},"modified":"2022-04-21T17:41:04","modified_gmt":"2022-04-21T17:41:04","slug":"ex0184","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/ex0184\/","title":{"rendered":"EX0184"},"content":{"rendered":"\n<p>Le chiavi caddero a terra con un sonoro tintinnio. \u201cCazzo\u201d, sibil\u00f2 chinandosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con il braccio e la mano sinistra teneva precariamente un sacchetto di carta color crema, dalla cui cima spuntavano verdi ciuffi che profumavano di carote.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con il mignolo afferr\u00f2 l\u2019anello in acciaio che teneva unite le chiavi e trionfante si sollev\u00f2 da terra, bilanciando il sacchetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infil\u00f2 le chiavi nella toppa, le gir\u00f2 e con la punta del piede spinse la porta, socchiudendola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un braccio gli si avvolse attorno al collo. Un urlo strozzato raggiunse le sue orecchie, sent\u00ec il fiato mancargli. Il sacchetto cadde a terra, frutta e verdura rotolarono a terra, un paio di arance finirono in una pozzanghera sporca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 il primo del mese, James\u201d. Un ometto alto e magro era comparso alla sua sinistra. Lo guard\u00f2 con occhi velati a causa della mancanza d\u2019aria. Aveva il capo calvo, folte sopracciglia grigie e un paio di baffi dalla forma a manubrio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>James sibil\u00f2 qualcosa, l\u2019ometto sollev\u00f2 una mano e il braccio stretto attorno alla sua gola scomparve.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 gi\u00e0 il primo? Non me n\u2019ero accorto-\u201d il braccio torn\u00f2 a mozzargli il fiato.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNaturalmente\u2026 hai i nostri soldi, James?\u201d Come un forsennato inizi\u00f2 a scuotere la testa, per un attimo l\u2019omaccione che lo teneva fermo perse la presa, per poi riacquistarla secondi dopo, ancora pi\u00f9 ferrea di prima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo immaginavamo. Sono tre mesi che rimandi e il Capo ha perso la pazienza\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era buio quando apr\u00ec gli occhi. Una luce proveniva dall\u2019alto. Era seduto su una scomoda sedia, non c\u2019era nessuno con lui, eppure sentiva ancora il tocco dei suoi assalitori. Una fitta di dolore lo colp\u00ec al ventre, strinse le mani legate dietro la schiena da una corda spessa e pungente. Non c\u2019era sangue sui suoi abiti e la sua carne era intatta. Rantol\u00f2 quando una nuova fitta lo colp\u00ec, arricci\u00f2 le dita dei piedi e serr\u00f2 gli occhi. Qualcosa gli bloccava la bocca, tocc\u00f2 il materiale con la lingua, era ruvido e sapeva di sale. Respir\u00f2 dal naso, l\u2019odore del mare gli invase le narici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alle sue spalle una porta si apr\u00ec e uno spiraglio illumin\u00f2 la stanza. Ci fu il rumore di tre passi esatti, poi il suono di un interruttore che scatta. Serr\u00f2 le palpebre quando la luce minacci\u00f2 di bruciargli gli occhi.<br>\u201cSei sveglio?&#8221; L\u2019ometto di pochi attimi prima era accovacciato davanti a lui, teneva i gomiti appoggiati sulle ginocchia e un paio di occhialetti rotondi era appoggiato sulla punta del naso. Strinse le labbra attorno al bavaglio in un tentativo di rispondere e l\u2019ometto sospir\u00f2. Allung\u00f2 una mano coperta da un guanto di pelle nera e con uno strattone deciso sciolse la fascia, che scivol\u00f2 sulle sue gambe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDormo a occhi aperti\u201d. L\u2019ironia era palpabile e ci\u00f2 gli fece guadagnare l\u2019ennesima percossa, uno schiaffo in viso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei un caso raro, te lo concedo. Con tutti quei colpi non dovresti essere cos\u00ec arrogante, eppure eccoti qui, nemmeno un graffio. Igor ci \u00e8 andato leggero con te\u201d. L\u2019ometto camminava avanti e indietro per la stanza, conciato com\u2019era sembrava uno spaventapasseri, pantaloni e camicia larghi, gambe cos\u00ec secche da sembrare stecchi, spalle appuntite e zigomi scavati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome ti ho gi\u00e0 detto il capo \u00e8 molto arrabbiato-\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSa perch\u00e9 lo faccio,\u201d l\u2019ennesimo schiaffo lo colp\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon interrompermi!\u201d L\u2019ometto si sistem\u00f2 la camicia, poi riprese a camminare, armeggiando con l\u2019orlo dei pantaloni. James lo seguiva con lo sguardo, stringeva e apriva le mani, le torceva e strattonava, ma le corde che lo tenevano stretto non volevano cedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl Capo si \u00e8 stancato di aspettare. Trover\u00e0 un altro modo per recuperare i soldi che gli devi. Svuoteremo casa tua, sono sicuro che troveremo qualcosa di valore\u201d. Comment\u00f2 l\u2019ometto tra s\u00e9 e s\u00e9.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSta lontano da casa mia!\u201d Ringhi\u00f2 James, facendo dondolare pericolosamente la sedia, una delle gambe sembrava pi\u00f9 cedevole delle altre. L\u2019ometto sollev\u00f2 le sopracciglia, \u201cquindi c\u2019\u00e8 qualcosa di valore. Forse hai i soldi che devi al Capo\u2026 no, in quel caso avresti ripagato il tuo debito, allora cosa?\u201d James strinse le labbra in una linea sottile. L\u2019ometto butto in aria le spalle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon importa, lo scopriremo ugualmente\u201d. James apr\u00ec la bocca e un colpo di proiettile sibil\u00f2 nell\u2019aria. L\u2019ometto gli aveva puntato contro una pistola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbass\u00f2 lo sguardo ma non trov\u00f2 fori sul proprio corpo. Il suo assassino sembrava altrettanto stupido, prese nuovamente la mira e spar\u00f2 ancora. James sent\u00ec il proiettile colpirlo, un peso all\u2019altezza del cuore. Non prov\u00f2 dolore. Guard\u00f2 in basso, niente sangue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 diavolo non muori!?\u201d Un colpo, un altro e un altro ancora, fino a quando la pistola non s\u2019incepp\u00f2. James fissava l\u2019ometto, era disorientato, continuava a guardare in basso, il corpo che doveva essere crivellato di colpi non portava nemmeno un graffio, unica testimone dell\u2019attacco era la sua maglietta forata in pi\u00f9 punti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ometto gett\u00f2 la pistola a terra poi si avvicin\u00f2 a James. Afferr\u00f2 la maglietta e infilando le dita nei fori la strapp\u00f2 di netto, poi pass\u00f2 le fredde dita scheletriche sulla pelle perfettamente liscia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ometto lo spinse all\u2019indietro e la sedia cedette sotto il suo peso, facendo finire entrambi a terra. James, pi\u00f9 giovane e agile scatt\u00f2 in piedi e saltellando riusc\u00ec a liberarsi dalla spessa corda, sfilacciata per colpa delle pallottole. Corse in avanti e afferr\u00f2 la pistola, puntandola contro l\u2019ometto, che lentamente si era rimesso in piedi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpara pure! \u00c8 evidente che non funziona!\u201d Grid\u00f2 rabbioso, spalancando le braccia. James spar\u00f2 un unico colpo, l\u2019unico rimasto. Il proiettile viaggi\u00f2 in aria e colp\u00ec l\u2019ometto dritto in centro al petto. Un fiotto di sangue schizz\u00f2 dal suo petto e lui cadde a terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La pistola cadde dalle mani di James che si port\u00f2 le mani alla bocca, poi, corse verso la porta. Sentiva il cuore martellargli nelle orecchie, o forse erano i passi di Igor che veniva a prenderlo dopo aver trovato il corpo del suo capo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec all\u2019aria aperta e scopr\u00ec di trovarsi sul porto, l\u2019aria notturna gli solletic\u00f2 la pelle scoperta e James inizi\u00f2 a correre, fuggendo verso la citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon so come sia successo! Ha insistito per parlare da solo con lui! Devi credermi, non so come sia riuscito a scappare!\u201d Igor guaiva, un cane terrorizzato dal padrone. Un\u2019ombra lo sovrastava per intero. Il Capo era fermo sul ciglio della porta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ti avevo forse detto di non perderlo d\u2019occhio?\u201d Domand\u00f2 una voce baritonale. Igor annu\u00ec, stringendo insieme le mani le cui dita tremavano convulsamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS-si, ma lui mi ha detto di lasciarli soli!\u201d Piagnucol\u00f2 tenendo lo sguardo basso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE tu a chi ubbidisci? A me o a lui?\u201d Domand\u00f2 indicando il cadavere a terra, lo punzecchi\u00f2 con la punta del piede e il corpo si pieg\u00f2 su s\u00e9 stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA te!\u201d La risposta non tard\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora portami a casa sua. Abbiamo delle cose da sistemare\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Corse fino a quando vide il sole sorgere oltre gli alti palazzi. Non sentiva pi\u00f9 i muscoli delle gambe e il cuore gli batteva forte nel petto eppure, non riusciva a rallentare la corsa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era pi\u00f9 che certo che qualcuno lo stesse seguendo. Non aveva il coraggio di guardarsi alle spalle, temeva quello che avrebbe potuto trovare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva subito capito di non poter tornare a casa, avrebbe rischiato di portare l\u00ec anche gli uomini del Capo e non poteva rischiare. Continu\u00f2 a correre&nbsp; fino a quando raggiunse la periferia della citt\u00e0 e quando le sue gambe diedero segni di cedimento fu costretto a fermarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette su un basso muretto di cemento, rivolse il capo all\u2019indietro e prese due profondi respiri. Ora che era immobile, il corpo tremava, non aveva pi\u00f9 alcun controllo, i suoi muscoli erano scossi da spasmi e il suo petto doleva terribilmente. Prese un respiro e si ritrov\u00f2 a tossire, pi\u00f9 respirava e pi\u00f9 tossiva. Chiuse gli occhi e inizi\u00f2 a respirare dal naso, sentiva i polmoni bruciare ma non tossiva pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si fu calmato e il suo corpo smise di tremare si trov\u00f2 a sollevare gli occhi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a lui, dall\u2019altra parte della strada c\u2019era una vecchia casa diroccata. Il tetto aveva ceduto e la facciata era coperta di graffiti, eppure la riconobbe egualmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da bambino era solito giocare nel giardino davanti a quella casa. All\u2019epoca c\u2019era un grande pioppo e su uno dei rami erano appese due altalene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2 attorno e quando realizz\u00f2 che nessuno si era accorto della sua presenza attravers\u00f2 la strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vialetto che portava all\u2019ingresso era coperto di erbacce, i bianchi scalini che davano sul portico avevano ceduto, cadendo a terra uno sopra all\u2019altro. Si avvicin\u00f2 alla porta sfondata, poggi\u00f2 la mano sulla maniglia e l\u2019ingresso si apr\u00ec cigolando. Dopo essersi guardato un\u2019ultima volta alle spalle entr\u00f2 in casa. Con qualche difficolt\u00e0 richiuse la porta, piombando in una semi oscurit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La casa non era molto differente dall\u2019ultima volta in cui l\u2019aveva vista, ora per\u00f2 rimaneva solamente la sua carcassa, niente mobili o arredi. Cammin\u00f2 per quello che un tempo era il suo salotto, entr\u00f2 nella cucina e a terra trov\u00f2 solamente un coltello arrugginito. Lo raccolse e lo tenne stretto, era un&#8217;arma rudimentale ma sempre un\u2019arma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le scale che portavano al piano superiore non esistevano pi\u00f9, cos\u00ec come la sua possibilit\u00e0 di tornare in quella che ricordava essere camera sua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con la coda dell\u2019occhio vide lo spazio che un tempo era il bagno, si avvicin\u00f2 di qualche passo, nel compiere l\u2019ennesimo inciamp\u00f2 in una piastrella leggermente sollevata, cadde a terra e rischi\u00f2 di tagliarsi con il coltello.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tir\u00f2 a sedere e guard\u00f2 a terra, attratto dalla piastrella che si era ulteriormente sollevata, rivelando un pozzo scuro. Infil\u00f2 le dita nel foro e sollev\u00f2 la mattonella, buttandola poco lontano. Si chin\u00f2 sulle braccia e sbirci\u00f2 all\u2019interno del buco, la luce era poca ma fu certo di vedere degli scalini. Infil\u00f2 il braccio e con la mano inizi\u00f2 a tastare i suoi dintorni, trov\u00f2 un primo scalino, un secondo e un terzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tolse il braccio dal buco e inizi\u00f2 a strattonare le altre mattonelle, queste si mossero leggermente ma non si spostarono. Afferr\u00f2 il coltello scivolato poco lontano e inizi\u00f2 a colpire il cemento che le teneva unite, a ogni colpo una pioggia di polvere e detriti gli sporc\u00f2 le mani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rimosse la prima piastrella, la seconda e la terza, fino a creare un foro abbastanza grande da permettere al suo corpo di passare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di scendere gli scalini si ferm\u00f2 qualche istante. Non ricordava di un passaggio simile, si ricordava di una soffitta ma non di un sotterraneo. Strinse il coltello con pi\u00f9 forza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon volevano che qualcuno lo trovasse\u201d. Comment\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9. Prendendo un grosso respiro inizi\u00f2 a scendere le scale. Si ritrov\u00f2 avvolto dall&#8217;oscurit\u00e0, un lieve bagliore proveniva da sopra la sua testa, era l\u2019unica cosa che gli impediva di cadere rovinosamente a terra. Quando raggiunse la fine delle scale rischi\u00f2 di inciampare ma riusc\u00ec miracolosamente a rimanere in piedi. Infil\u00f2 il coltello nella tasca dei pantaloni e, con le braccia tese davanti al corpo inizi\u00f2 a tastare le pareti attorno a s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il muro era ruvido e pi\u00f9 di una volta rischi\u00f2 di tagliarsi i polpastrelli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu rallegrato quando dopo alcuni istanti le sue dita trovarono un interruttore. La lampadina che si trovava al centro della stanza si accese per pochi secondi, giusto il tempo di vedere una porta, poi si spense.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>James sospir\u00f2. \u201cOvviamente\u2026\u201d Si avvicin\u00f2 alla parete dove aveva visto la porta e dopo qualche tentativo riusc\u00ec a stringere la maniglia, abbassandola con uno scatto. La serratura scatt\u00f2 e la porta si apr\u00ec, rivelando uno stanza fiocamente illuminata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sollev\u00f2 le sopracciglia e guard\u00f2 il soffitto dove una luce al neon brillava fredda. Si guard\u00f2 attorno e rabbrivid\u00ec nello scoprire che quel posto gli era familiare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordava di essere mai sceso in un sotterraneo eppure gli infantili disegni appesi a quelle candide pareti gli appartenevano. Studi\u00f2 le pitture e un sorriso gli nacque sulle labbra. I disegni raffiguravano due bambini che giocavano nel giardino davanti alla casa. I due correvano, calciavano un pallone o dondolavano sulle altalene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i disegni erano firmati allo stesso modo: James e Alec Rogers.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era molto altro nella stanza, un vecchio lettino ospedaliero e un\u2019umida scatola di cartone. Con un calcio scost\u00f2 il lettino, che fin\u00ec a terra con un tonfo metallico. James sobbalz\u00f2 e corse immediatamente a rimetterlo in piedi, guardandosi attorno come se si aspettasse di essere stato visto da qualcuno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scosse il capo e si avvicin\u00f2 alla scatola. Conteneva dei documenti, fogli bianchi e alcuni disegni. Inizi\u00f2 a rovistare al suo interno, raccolse alcuni disegni e li infil\u00f2 in tasca, poi studi\u00f2 gli altri fogli. C\u2019erano alcune bollette non pagate che butt\u00f2 immediatamente a terra, vari appunti di cui riconobbe la scrittura, non riuscendo per\u00f2 ad associarla a quella dei suoi genitori. Infine, sul fondo della scatola c\u2019era una cartellina bianca con scritta una serie di lettere e numeri, EX0184. Confuso sollev\u00f2 un sopracciglio, sfil\u00f2 l\u2019elastico che teneva chiusa la cartellina e l\u2019apr\u00ec. All\u2019interno c\u2019erano due plichi di fogli. Li poggi\u00f2 entrambi a terra poi li studi\u00f2. Entrambi riportavano le fotografie di due bambini, riconobbe s\u00e9 stesso e suo fratello. In alcune foto erano stesi su lettini ospedalieri, in altre avevano delle flebo attaccate alle braccia. Sopra e sotto le foto c\u2019erano scritte delle parole, a volte intere frasi in una lingua che per\u00f2 non riusciva a comprendere, a primo sguardo sembrava cirillico, ma non avrebbe saputo dirlo con certezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di quei fogli riusc\u00ec a comprendere solamente la spunta vedere sulla sua foto e la X rossa su quella di suo fratello. Un successo e un fallimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando giunse davanti a casa di James trov\u00f2 la porta socchiusa. Igor stava al suo fianco, teneva la schiena dritta ma le sue ginocchia tremavano. Gli poggi\u00f2 una mano sulla spalla, scuotendolo delicatamente. \u201cHai fatto un buon lavoro\u201d. Igor sorrise, gli occhi gli si riempirono di lacrime. Continu\u00f2 a scuoterlo, ora con pi\u00f9 forza, tenendo lo sguardo fisso sull\u2019ingresso. \u201cAvresti potuto essere molto pi\u00f9 utile\u201d. Igor si strinse nelle spalle e immediatamente chin\u00f2 il capo, annuendo. \u201cMa vedremo di trovare qualcosa per tenerti occupato\u201d. Igor smise di tremare, annuendo con vigore. \u201cOra sparisci\u201d. Igor corse via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo segu\u00ec con lo sguardo fino a quando lo vide sparire dietro a un alto edificio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 in casa senza fare il minimo rumore. Chiuse la porta e si guard\u00f2 attorno. Si ritrov\u00f2 in un piccolo e spoglio corridoio, a terra c\u2019erano solamente un paio di scarpe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cJames?\u201d Chiam\u00f2 una voce. La segu\u00ec come fosse il canto di una sirena e presto si trov\u00f2 nel salotto di quello squallido appartamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un ragazzo in sedia a rotelle stava fermo davanti a una bassa finestra, aveva corti capelli scuri e occhi chiari cerchiati da occhiaie rosse. Un maglietta copriva le spalle gracili e le braccia sottili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu non sei mio fratello\u201d. Disse il ragazzino, intrecciando le dita in grembo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, ma lui mi ha molto parlato di te, Alec\u201d. Rispose il Capo, facendo qualche passo avanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLui invece non mi ha mai parlato di te. Chi sei?\u201d Alec lo guardava con occhi ridotti a due fessure. Il Capo non riusciva a capire se fosse infuriato o spaventato dalla sua presenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mio nome \u00e8 Diggory,\u201d e gli tese la mano destra. Alec la guard\u00f2 per qualche secondo poi, si decise a stringerla. La mano del Capo era calda e robusta, probabilmente avrebbe potuto spezzargli le dita se avesse stretto con abbastanza forza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE cosa fai in casa mia, Diggory?\u201d Domand\u00f2 Alec, ritraendo la mano. Il Capo sospir\u00f2, parve affranto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono qui per parlare di tuo fratello\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>James usc\u00ec di casa correndo. Aveva ridotto quei documenti in brandelli, alcuni pezzi di carta erano rimasti attaccati ai suoi abiti e il vento ora li stava portando via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Corse fino a quando non raggiunse casa propria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio palazzo fatiscente era ancora in piedi. La spesa che gli era caduta era stata raccolta da qualcuno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attravers\u00f2 il vicolo e si avvicin\u00f2 all\u2019ingresso. La porta era stata chiusa e sentiva delle voci provenire dall\u2019interno. Infil\u00f2 la mano in tasca e strinse il coltello fra le dita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente abbass\u00f2 la maniglia ed entr\u00f2 in casa. Le chiacchiere continuavano, chiunque fosse insieme a suo fratello non si era accorto di lui. Super\u00f2 il corridoio e si ferm\u00f2 all&#8217;ingresso del salotto. Un uomo coperto di bianco stava in piedi davanti a suo fratello, parlava con tono calmo e con mani dai movimenti aggraziati, gli stava spiegando che cosa James aveva fatto.<br>\u201cCerca di capirmi. Ha ucciso uno dei miei uomini,\u201d disse chinandosi sulle ginocchia. Ora che l\u2019imponente figura non gli ostruiva la vista Alec vide suo fratello in piedi davanti all\u2019ingresso. James si port\u00f2 un dito alle labbra e Alec annu\u00ec impercettibilmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse non avresti dovuto farlo rapire,\u201d e a ogni parola James faceva un passo avanti, i suoi movimenti nascosti dalla voce di suo fratello.&nbsp; Diggory sollev\u00f2 una mano, avvolgendo le dita attorno al collo di Alec, stringendo la presa a ogni respiro del giovane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSo che-\u201d non termin\u00f2 la frase perch\u00e9 James gli piant\u00f2 il coltello al centro della schiena, uno schiocco riemp\u00ec l\u2019aria seguito da un rantolo di dolore. L\u2019imponente corpo cadde a terra e il coltello rimase conficcato nella sua schiena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>James si precipit\u00f2 immediatamente dal fratello, inginocchiandosi davanti a lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStai bene?\u201d Domand\u00f2, prendendogli il viso fra le mani. Alec annu\u00ec, tenendo per\u00f2 gli occhi fissi sul corpo a terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe \u00e8 successo?\u201d Lui scosse il capo, spingendo la carrozzella lontano dal cadavere, il cui sangue stava macchiando il pavimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn casino fratellino\u2026 ma forse per un po\u2019 non dovremo pi\u00f9 preoccuparci\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giorgia Taeggi<\/strong><br><a href=\"mailto:giorgiataeggi.studia@mohole.it\">giorgiataeggi.studia@mohole.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le chiavi caddero a terra con un sonoro tintinnio. \u201cCazzo\u201d, sibil\u00f2 chinandosi.&nbsp; Con il braccio e la mano sinistra teneva precariamente un sacchetto di carta color crema, dalla cui cima spuntavano verdi ciuffi che profumavano di carote.&nbsp; Con il mignolo afferr\u00f2 l\u2019anello in acciaio che teneva unite le chiavi e trionfante si sollev\u00f2 da terra, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-132","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fantasticsto1"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=132"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":133,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132\/revisions\/133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}