{"id":146,"date":"2022-04-25T06:54:16","date_gmt":"2022-04-25T06:54:16","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=146"},"modified":"2022-04-25T06:54:16","modified_gmt":"2022-04-25T06:54:16","slug":"un-piatto-da-servire-gelato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/un-piatto-da-servire-gelato\/","title":{"rendered":"Un piatto da servire gelato"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abIl Signore t\u2019accompagni, fratello.\u00ad\u00ad\u00bb tuona Baldassarre all\u2019indirizzo dello sconosciuto al quale ha appena tagliato la strada. Polo, sul sedile del passeggero, artiglia la cintura di sicurezza come un infante terrorizzato farebbe col petto della madre. Sa che quando Baldassarre, fiero clochard e ateo agguerrito, augura conforto religioso a qualcuno significa che ha raggiunto il decimo grado nella scala Mercalli dell\u2019incazzatura; nonostante ci\u00f2, il tono resta cortese e aulico, degno del pi\u00f9 celebre santone da strada di Lambrusco di Sotto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon trovi inaccettabile che, al giorno d\u2019oggi, un mezzo di servizio deficiti ancora di sirene?\u00ad\u00ad\u00bb domanda al \u201ccollega\u201d mentre evita di una spanna un\u2019anziana in carrozzella sulle strisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Pallido come un turista teutonico a Rimini, Polo si concede un attimo per rifiatare \u00abSe le avesse sarebbe pi\u00f9 strano\u00ad\u00ad\u00bb, dopodich\u00e9 solleva con una schicchera l\u2019interruttore a sul cruscotto \u00abQuesto va bene comunque?\u00ad\u00ad\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019allegro motivetto da carillon si diffonde dagli altoparlanti del furgoncino dei gelati e i due \u201cdiversamente domiciliati\u201d (termine coniato da Baldassarre) lasciano che sia l\u2019assenza di eloquio ad argomentare per loro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 Polo a interrompere lo stallo: \u00abEccolo, ecco il 29\u00ad\u00ad\u00bb addita l\u2019autobus una ventina di metri pi\u00f9 avanti, con la mano libera cinge la spalla dell\u2019amico. In pochi secondi l\u2019aggressivo scatto del furgone lo porta ad affiancare la sezione anteriore del mezzo pubblico e, abbassato il finestrino destro, i due iniziano a sbracciarsi e gridare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFerma! Ferma!\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAccorruomo!\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il conducente dell\u2019autobus si volta lentamente e l\u2019elevazione del sopracciglio nell\u2019occhiata che rivolge loro li rende immediatamente consci dell\u2019effetto che pu\u00f2 suscitare la visione di due barboni strepitanti su un camioncino, specie se quello alla guida sfoggia una chilometrica peluria facciale ed evidenti origini mediorientali.<\/p>\n\n\n\n<p>La falange media dell\u2019autista si erge in risposta all\u2019invocazione. Polo, cos\u00ec battezzato dalla comunit\u00e0 locale di senzatetto in virt\u00f9 della sua predilezione dei trasporti pubblici come giacigli, si accascia sul sedile \u00abTranquillo, c\u2019\u00e8 una fermata al prossimo incrocio. Lo becchiamo l\u00ec.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Baldassarre, con sclera sanguigna, sentenzia \u00abDicoti no\u00ad\u00ad\u00bb e affonda il piede sull\u2019acceleratore.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pupille del barbuto pilota palleggiano tra la strada e l\u2019obiettivo mentre il motore del furgone ruggisce in agonia. Polo spalanca palpebre e labbra, ma il grido resta incastrato in gola. L\u2019istante successivo \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi; Baldassarre strattona il volante per conquistare la pole position, il camioncino sobbalza e prende il volo come un giocattolo scagliato via dalla manata di un infante capriccioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo attorno ai due uomini si offusca e si congela durante l\u2019acrobazia a mezz\u2019aria; uno scopre di aver iniziato finalmente a urlare, pur non ricordando esattamente il momento, l\u2019altro continua a timonare come se potesse davvero fare la minima differenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il furgone dei gelati atterra su una panchina, lo schianto secco del legno che si spezza ripristina il fluire del tempo con l\u2019irruenza di una diga in frantumi.<\/p>\n\n\n\n<p>La coppia di frastornati tapini metabolizza lentamente l\u2019accaduto tra gemiti e ululati. Dietro di loro, l\u2019autobus sfila con pacatezza sul dosso stradale, quasi a deriderli; i passeggeri si accalcano ai finestrini per ammirare il furgone incidentato.<\/p>\n\n\n\n<p>Baldassarre torce ripetutamente la chiave d\u2019accensione, sfoggiando una conoscenza di fauna e teologia tale da indurre l\u2019agnostico Polo a improvvisare un segno della croce verso la Mecca.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche rantolo dopo il mezzo annaspa in un primo sussulto vitale, poi un ringhio sforzato copre il colorito vilipendio inferto dal santone a una qualche religione indo-americana e, con un ultimo colpo di reni, l\u2019inseguimento riparte.<\/p>\n\n\n\n<p>Polo spazzola via i frammenti del parabrezza che gli adornano la giacca come grossolane paillettes, le nocche sbucciate dipingono baffi rossastri appena visibili sulla lana verde scuro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa prossima volta freghiamo un\u2019ambulanza\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon indulgere in facezie e dirigimi, il marrano guadagna terreno\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPrendi il vicolo a destra, al cassonetto verde taglia per il prato\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh, non \u00e8 il bugigattolo in cui dimorava la buonanima di Alfio? Sarebbe d\u2019uopo onorarlo con un brindisi, ante o poi\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi \u00e8 che facezia, ora?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTouch\u00e9\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il furgoncino scarta arrogante nella strettoia, il carillon ancora suona imperterrito, seppur singhiozzante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u00e0, il 29\u00ad\u00ad\u00bb indica Polo, con il busto sporgente dal finestrino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRavvisi il marmocchio?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon mi sembra, forse non \u00e8 ancora sceso\u00ad\u00ad\u00bb la vedetta stringe gli occhi e si ripara col palmo, prima di starnazzare in preda a spasmi \u00abCazzo, no invece, eccolo l\u00ec. C\u2019\u00e8 un porco che lo sta allacciando.\u00ad\u00ad\u00bb Alla fine del parchetto, qualche metro prima della fermata, un ragazzino sui dieci anni si dibatte dalla ferrea presa di un controllore sul suo braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPoffare, cos\u00ec non lo acciuffiamo pi\u00f9\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFa qualcosa\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE cosa, di grazia?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon so, distrailo, spaventalo se vuoi, ma fa qualcosa\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u00ec sia\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il tono basso e deciso di Baldassarre in quelle ultime, fatidiche due parole, rimbomba come una campana da messa funebre nel cranio di Polo, che potrebbe giurare di sentirlo riverberare in ogni centimetro quadrato della pelle accapponata.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ruote del camioncino fanno un paio di giri a vuoto sul terriccio, poi conquistano l\u2019aderenza necessaria e spingono due tonnellate di ferraglia in avanti, sul marciapiede. Baldassarre, forte di anni di film americani piratati dal pc della biblioteca, aziona il freno a mano. Polo urla di nuovo. Il controllore non ne ha il tempo. Allertato dallo stridio della frenata, riesce appena a proteggersi il volto con le mani prima di venire travolto dal muso del furgone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMerda, l\u2019hai ammazzato\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDissento\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019hai ammazzato\u00ad\u00ad\u00bb ripete Polo, quasi in trance.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRitengo sia ancora in vita.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Polo spalanca la sua portiera, paonazzo \u00abTu vedi che lo sia, io piglio il moccioso\u00ad\u00ad\u00bb e, mentre Baldassarre si appresta a soccorrere la vittima, si rivolge al ragazzino che fissa la scena, inebetito \u00abTu. Vieni qui.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ordine perentorio del clochard riscuote il giovane dallo sconcerto e lo induce a indietreggiare di qualche passo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQui, ho detto\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo ammonimento ha l\u2019effetto di un colpo di pistola sparato da uno starter alle olimpiadi; il bambino si gira e inizia a correre, l\u2019uomo sputa un ringhio lamentoso e parte a sua volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto gli occhi dei curiosi avvicinatisi all\u2019autobus dopo lo strike di Baldassarre, barbone e monello si allontanano come lepri dalla scena del delitto, scavalcando il recinto di un magazzino per poi sparire tra container e muletti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe vuoi da me?\u00ad\u00ad\u00bb strilla il ragazzino senza guardare l\u2019inseguitore.<\/p>\n\n\n\n<p>Polo apre la bocca, ma quasi si strozza nel soffocare il grido. \u201cNo, se glielo dico corre fino a crepare d\u2019infarto\u201d obietta a s\u00e9 stesso \u00abVoglio che ti fermi, subito.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFanculo!\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Per tre volte Polo arriva a sfiorare il bambino, con le grinfie protese in avanti; per tre volte questo gli sfugge. Prima scarta di lato a ridosso di un groviglio di imballaggi, facendovi inciampare sopra l\u2019uomo. Poi passa in mezzo ai pali di un\u2019impalcatura, troppo ravvicinati per l\u2019inseguitore, che \u00e8 costretto a fare il giro. Infine, raggiunta la recinzione esterna del complesso, il cacciatore sogghigna, schiumante di rabbia e spossatezza. Sogghigna perch\u00e9 vede che la \u201cvittima\u201d non ha pi\u00f9 vie di fuga. Sogghigna perch\u00e9 ha vinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il ghigno gli si scioglie sul mento, quando il ragazzino si tuffa in avanti e passa attraverso una fessura tra le maglie del recinto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo!\u00ad\u00ad\u00bb Polo si getta verso il foro, grande quanto basta per accogliere testa e spalle del tapino, prima di intrappolarlo come la tela di un ragno. E come una mosca lui si contorce, si dimena, grugnisce ogni volta che il filo di ferro gli uncina la carne. Sguscia fuori dalla giacca, ormai irrecuperabile, a guisa di serpe che abbandona la muta.<\/p>\n\n\n\n<p>Logoro, ansimante e sanguinolento, si ritrova carponi a fissare il maledetto moccioso che abborda al volo un tram; sorride, il bastardello.<\/p>\n\n\n\n<p>Il jingle del camioncino dei gelati gli accarezza le orecchie come un coro di voci bianche, ed ecco che dall\u2019arca sgangherata fa capolino il sosia di San Pietro:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLesto, Polo. Dannata sia la mia prole se non agguantiamo il fanciullo!\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il misero residuato bellico si obbliga a claudicare fino al sedile del passeggero, fa appena in tempo ad appoggiarvi i gomiti prima che il pilota interrompa il pit stop, lasciando un dito di copertone sull\u2019immaginaria linea di partenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il furgone macina l\u2019asfalto con la ferocia di una leonessa a digiuno da un mese, Polo si riassesta un dito lussato ed entrambi iniziano a fischiettare il motivetto del carillon, enfatizzando gli acuti come se stessero intonando la Cavalcata delle Valchirie.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, le sirene.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon dirmi che ti sei fermato a montarle\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto che no, mi ritieni tanto grullo?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE allora da dove-\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente, all\u2019unisono, i due derelitti spostano lo sguardo sugli specchietti retrovisori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMerda, gli sbirri.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl ferreo braccio oppressore della legge.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE io che ho detto?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGradisci che \u201cfaccia qualcosa\u201d?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNO! Ci penso io\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Polo si alza con cautela, scannerizzando l\u2019interno del furgone mentre raggiunge il portellone sul retro. Dita incerte sbloccano il gancio e l\u2019anta si spalanca in un istante, sbattendo sul cofano della pattuglia appena dietro. I poliziotti rallentano e lo sportello scivola gi\u00f9 dalla carrozzeria per strisciare sul pavimento stradale, in un tripudio di scintille.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli agenti stanno gridando qualcosa al megafono, ma per Polo \u00e8 solo un altro rumore di sottofondo, ovattato e distante. \u201cPensa, idiota, pensa\u201d potrebbe pisciargli sul parabrezza \u201cNo, pensa, idiota\u201d; potrebbe gettarsi addosso alla macchina e far scappare almeno Baldassarre \u201cNon pensare, idiota\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un grido incoerente Polo afferra il cassettone del gelato e lo ribalta.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cremosa slavina color arcobaleno travolge la Legge, che sbanda, scricchiola e infine si inchioda. I due tutori dell\u2019ordine smontano gesticolando e abbaiando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbaiando?\u201d rimugina lo scampato galeotto, giusto in tempo affinch\u00e9 una torma di cani, i guinzagli svolazzanti come aquiloni, saettino dal parco che affianca la strada, attirati dal profumo dolciastro.<\/p>\n\n\n\n<p>In silenzio, Polo raggiunge il compare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEri a corto di sciami di locuste, mio Signore?\u00ad\u00ad\u00bb Lo sfotte Baldassarre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSilenzio, infedele. Guarda, ce l\u2019abbiamo.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poco pi\u00f9 avanti, il tram termina la corsa e il ragazzino, con la goliardica flemma che solo un prepubescente pu\u00f2 ostentare, salta gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli sportelli del furgoncino si aprono di scatto, uno crolla a terra; lo schianto allerta il bambino, che si volta con un sussulto solo per fissare quattro mani che gli afferrano gambe e braccia e lo sollevano in aria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMollatemi! Aiuto!\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFermo e zitto, o ti taglio la gola\u00ad\u00ad\u00bb intima Polo con la voce pi\u00f9 gutturale possibile. Mentre palpeggia i fianchi dell\u2019ostaggio lancia rapide occhiate a destra e a manca, imprecando sottovoce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEureka\u00ad\u00ad\u00bb esclama Baldassarre, quando estrae un foglietto stropicciato dalla tasca del ragazzino. Un biglietto della lotteria, per la precisione.<\/p>\n\n\n\n<p>I due clochard lasciano andare gli arti del poveretto, che ruzzola sul marciapiede.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVolevate solo quello?\u00ad\u00ad\u00bb domanda con tono stridulo, mentre si allontana ancora prono dagli assalitori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9, cosa pensavi?\u00ad\u00ad\u00bb replica sarcastico Polo, pur conscio dell\u2019equivoco creato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto \u00e8 il frutto di una decade e oltre di speranze tradite, addiaccio e dileggio, lattante\u00ad\u00ad\u00bb pontifica Baldassarre \u00abFiguravi forse che non ti avremmo pizzicato, quando ce lo scippasti mezz\u2019ora fa?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ve l\u2019ho fregato, l\u2019ho trovato per terra. Giuro\u00ad\u00ad\u00bb il ragazzino fa altri due passi indietro, poi si rialza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVero, ma mi era volato via di mano da neanche un minuto.\u00ad\u00ad\u00bb incalza Polo \u00abI tuoi genitori non ti hanno insegnato a non raccogliere robe per strada?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino solleva un sopracciglio e indica col pollice alle sue spalle. Un edificio dimesso, la vernice sbiadita e scrostata in pi\u00f9 punti, sul quale torreggia un\u2019incisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Orfanotrofio \u201cSan Crispino martire\u201d di Lambrusco di Sotto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi cacciano il mese prossimo perch\u00e9 la direttrice non c\u2019ha pi\u00f9 un euro. Speravo di vendere il biglietto a qualche pollo per fare due spiccioli\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>I due straccioni fissano la palazzina in silenzio. Baldassarre stringe distrattamente il pezzo di carta e, lentamente, si sporge verso Polo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutto ci tolse, la divina provvidenza. Per\u00f2 un padre e una madre ce li godemmo, in tenera et\u00e0\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro deglutisce sonoramente, spostando gli occhi lucidi sul ragazzino. I vestiti sono stazzonati e usurati, mancano solo un paio di pulci per far concorrenza ai suoi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti e tre sussultano quando dalla via accanto tornano a farsi sentire le sirene.<\/p>\n\n\n\n<p>Polo tentenna per un istante, poi digrigna i denti e afferra Baldassarre per il bavero \u00abAl diavolo, non ho rischiato la pelle per tornare a fare il pezzente.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre la pattuglia si avvicina i due corrono via, con lo sguardo del ragazzino sulle schiene ingobbite.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mese dopo, i giovani ospiti dell\u2019istituto \u201cSan Crispino martire\u201d oltrepassano il portone con portamento da giudei ad Auschwitz. I pi\u00f9 fissano a terra. Qualcuno si asciuga le lacrime con la manica di giacche troppo grandi. Uno solo si ferma davanti alla tutrice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE ora? Dove andiamo?\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna si schiarisce la voce e nasconde le mani dietro la schiena dritta, ma prima che possa rispondere qualcuno la precede.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra si va a casa, figliolo\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Una ventina di occhi si posa sulla coppia di figuri in posa eretta e fiera davanti all\u2019orfanotrofio. Uno indossa un completo di raso con filigrana in trama d\u2019oro, che cattura e riflette ogni singolo raggio di sole di passaggio. L\u2019altro un soprabito pi\u00f9 sobrio, ma impreziosito da spille di platino che fanno capolino da sotto la lunga barba sale e pepe: una stella di David, una croce, una mezzaluna con stella a cinque punte; persino qualche buffo mascherone giamaicano. Dietro di loro una limousine immensa, pi\u00f9 simile a un transatlantico, campeggia con gli sportelli aperti. Entrambi sorridono sornioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzino \u00e8 il primo a riprendersi dalla sorpresa e avvicina i due ricconi con passo pesante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFigliolo a chi?\u00ad\u00ad\u00bb Li apostrofa con tono acre, le nocche si sbiancano da quanto stringe i pugni \u00abNon sono tuo figlio, stronzo!\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La direttrice grida qualcosa, ma Polo la interrompe alzando un palmo. Con l\u2019altra mano estrae dalla giacca un plico di fogli e li porge alla donna, che sbarra gli occhi nel leggerli. Il sorriso dell\u2019uomo non cede, scolpito nel marmo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDa oggi s\u00ec, pivello.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 il caos. La direttrice dell\u2019orfanotrofio ride con le guance rigate di rimmel, mentre uno stampede di orfanelli urlanti prende d\u2019assalto la limousine, tra risate e grida. I due ex-barboni restano a osservare l\u2019edificio in rovina, mentre qualche muratore gi\u00e0 spunta dalle finestre. Baldassarre srotola una cartina dell\u2019edificio, borbottando qualcosa sull\u2019incompetenza ingegneristica delle generazioni di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe osservi con dovizia, Polo, puoi notare uno spazio vuoto qui, dirimpetto alla palestra. Perch\u00e9 non sfruttarlo a modo, dico io.\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Un maggiordomo li interrompe con un colpo di tosse, porgendo un vassoio d\u2019argento sul quale poggiano due coppe di cristallo, colme di gelato.<\/p>\n\n\n\n<p>Polo afferra la sua, rimirandola per qualche istante. Dopodich\u00e9 il sorriso si allarga.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi starebbe bene, che dici?\u00ad\u00ad\u00bb Domanda porgendo il calice verso il compare.<\/p>\n\n\n\n<p>Baldassarre lo imita e le coppe tintinnano mentre risponde \u00abAmen, fratello!\u00ad\u00ad\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stefano Amicucci<\/strong><br>stefanoamicucci.studia@mohole.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl Signore t\u2019accompagni, fratello.\u00ad\u00ad\u00bb tuona Baldassarre all\u2019indirizzo dello sconosciuto al quale ha appena tagliato la strada. Polo, sul sedile del passeggero, artiglia la cintura di sicurezza come un infante terrorizzato farebbe col petto della madre. Sa che quando Baldassarre, fiero clochard e ateo agguerrito, augura conforto religioso a qualcuno significa che ha raggiunto il decimo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-146","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-azionesto1"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":147,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146\/revisions\/147"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}