{"id":167,"date":"2022-07-12T14:55:12","date_gmt":"2022-07-12T14:55:12","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=167"},"modified":"2022-07-12T14:55:12","modified_gmt":"2022-07-12T14:55:12","slug":"lultimo-atto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/lultimo-atto\/","title":{"rendered":"L&#8217;ultimo atto"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cVia, maledetta macchia! Via, dico\u2026 Ma chi avrebbe mai pensato, che quel vecchio avesse dentro tanto sangue?\u201d Ripete Elisa, sfregandosi freneticamente le mani. Marco la guarda sorridendo, mentre lancia distratto dei sassolini contro un albero. \u201cCavolo, sei migliorata tantissimo. All\u2019accademia saranno davvero fortunati ad averti come alunna. Sei la mia Lady Macbeth preferita.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Elisa gli d\u00e0 una pacca leggera sulla spalla. \u201cMa smettila, che sei bravissimo anche te. Vedrai quanto ci divertiremo insieme, quando saremo finalmente lontani da qua,\u201d Marco abbassa lo sguardo verso i suoi scarponcini, sporchi di terra. \u201cA te non mancher\u00e0 Canzo? E i boschi, e l\u2019aria profumata, e la fonte d\u2019acqua fresca? Mio padre dice che Milano \u00e8 tutta grigia.\u201d Elisa si mette a ridere mostrando tenere fossette. \u201cTuo padre si sbaglia, Milano \u00e8 piena di gente come noi, artisti. Ci sono un sacco di giovani, di attori, gente di tutti i tipi. Non vedo l\u2019ora di andarmene da questo posto. Lui ti dice cos\u00ec perch\u00e9 non vuole che tu te ne vada\u201d \u201cHai ragione.\u201d I due, quando si accorgono che il sole sta per calare, iniziano ad avviarsi per il sentiero, verso il paese. Le foglie secche scricchiolano sotto i loro piedi. Marco si ferma davanti a uno degli alberi intagliati. Lo gnomo nel legno sembra guardarli. \u201cPer\u00f2 anche qua ci sono degli artisti. Questo l\u2019ha fatto mio<br>padre, ti ricordi? Mio nonno gli aveva insegnato a intagliare quando era ancora un bambino. Adesso tocca a me portare avanti la tradizione.\u201d Marco si avvicina alla figura, guardando con occhi tristi il suo volto perfettamente levigato, Elisa lo osserva col naso arricciato. \u201cQueste maledette statue inquietanti. Me le sogno la notte. Andiamo, che dobbiamo ancora preparare la valigia per domani. E fatti valere davanti a tuo padre, il tuo posto non \u00e8 qua.\u201d<br>La stazione, con il suo piccolo edificio bianco e rosa, \u00e8 deserta, sotto il sole del primo pomeriggio. Solo Elisa, coi capelli biondi raccolti sulla testa sudata, \u00e8 seduta sulla banchina. La grossa valigia al suo fianco. La mamma e le sorelle non sono venute a salutarla. \u201cMa che cazzo fai senza valigia,<br>Marco? Il treno per Milano passa fra quindici minuti.\u201d Urla, appena lo vede arrivare lento, tra passi incerti e con la testa bassa. Sembra non sentirla. Lei gli corre incontro e appena lo raggiunge, lo scuote bruscamente. \u201cMarco non scherzare, dobbiamo andare. \u00c8 l\u2019ultimo treno, io non ci passo un<br>altro giorno qua, hai capito?\u201d Lui alza lentamente lo sguardo, alla ricerca dei suoi occhi. Non risponde. \u201cMarco, cos\u2019hai? Perch\u00e9 non mi rispondi? Mi stai facendo paura. Milano ci aspetta, dobbiamo portare in scena Macbeth, ti ricordi? \u00c8 da quando siamo piccoli che non facciamo che parlarne.\u201d Marco allontana lo sguardo, \u201cnon posso, mio padre\u2026\u201d Il volto di Elisa si fa paonazzo, i<br>muscoli dalla rabbia iniziano e tremarle. \u201cMa tu stai scherzando? Tuo padre? Sempre la solita scusa, Marco. Solo perch\u00e9 non hai il coraggio di ammettere la verit\u00e0. Non hai mai avuto intenzione di partire con me, vero? Tu marcirai in questa gabbia, non riuscirai mai a vivere veramente finch\u00e9<br>non ti liberi di tuo padre.\u201d La voce dell\u2019altoparlante interrompe le sue urla. Lo guarda un\u2019ultima volta, aspettando che lui la smentisca, poi sale sul treno. \u201cRipensa a quello che c\u2019\u00e8 capitato; a miglior tempo ne riparleremo e discuteremo a cuore aperto, dopo che avremo avuto tempo e modo<br>di soppesarlo.\u201d Bisbiglia Marco, guardando il treno allontanarsi.<br>\u201cVia, maledetta macchia! Via, dico\u2026 Ma chi avrebbe mai pensato, che quel vecchio avesse dentro tanto sangue?\u2026 Non va bene. Elisa era pi\u00f9 brava. Infatti ora \u00e8 a Milano\u201d<br>L\u2019accetta nelle mani di Marco frantuma il ceppo sotto di lui \u201cVia, maledetta macchia! Via, dico\u2026 Ma chi avrebbe mai pensato, che quel vecchio avesse dentro<br>tanto sangue?\u2026 Elisa sar\u00e0 a Milano a fare Lady Macbeth nei migliori teatri, se lo merita.\u201d<br>Il padre di Marco si avvicina sorridente, un carico di legna tra le braccia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE io qui a tagliar legna.\u201d<br>Il padre appoggia la legna di fianco a lui e gli scompiglia scherzosamente i capelli. \u201cSmettila di borbottare tra te. Concentrati. Fantasticando non si diventa bravi intagliatori.\u201d<br>Marco lo guarda con gli occhi socchiusi, i pugni stretti e rigidi intorno al manico. \u201cCome lavori bene da quando Elisa se ne \u00e8 andata, quella non faceva altro che riempirti la testa di stupidaggini. Ma tu non ti sei mica fatto fregare, hai capito dov\u2019\u00e8 il tuo posto.\u201d I suoi occhi si trasformano in due fessure, le mani ancora pi\u00f9 serrate.<br>Un solo istante. L\u2019accetta cade a terra. E il corpo del padre con lei.<br>\u201cQui era disteso Duncan, la pelle argentea vestita del suo sangue d\u2019oro, e i tagli inferti parevano brecce nella natura, aperte allo sfacelo.\u201d<br>Ripeteva Marco, ad alta voce nel silenzio della casa vuota, con la valigia pronta ai suoi piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>Veronica Pajola; Giorgia Taeggi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVia, maledetta macchia! Via, dico\u2026 Ma chi avrebbe mai pensato, che quel vecchio avesse dentro tanto sangue?\u201d Ripete Elisa, sfregandosi freneticamente le mani. Marco la guarda sorridendo, mentre lancia distratto dei sassolini contro un albero. \u201cCavolo, sei migliorata tantissimo. All\u2019accademia saranno davvero fortunati ad averti come alunna. 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