{"id":199,"date":"2024-06-17T09:31:29","date_gmt":"2024-06-17T09:31:29","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=199"},"modified":"2024-06-17T09:31:29","modified_gmt":"2024-06-17T09:31:29","slug":"leco-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/leco-della-guerra\/","title":{"rendered":"L\u2019eco della Guerra\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di Francesca Negrini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Alla me di 12 anni e alla mia pi\u00f9 cara amica Costanza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">And I sound like an infant <br>Feeling like the very last drops of an ink pen<br>A greater woman stays cool<br>But I howl like a wolf at the moon<br>And I look unstable<br>Gathered with a coven round a sorceress&#8217; table<br>A greater woman has faith<br>But even statues crumble if they&#8217;re made to wait\u00a0<br>I&#8217;m so afraid I sealed my fate<br>No sign of soulmates<br>I&#8217;m just a paperweight<br>In shades of greige<br>Spending my last coin so someone will tell me<br>It&#8217;ll be ok.<br><em>The prophecy, Taylor Swift.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDall\u2019amore del padre degli Dei e di una donna mortale scelta dalla luna, nascer\u00e0 colei che governer\u00e0 la Grecia nella grande guerra, come unica prescelta, frutto dei lembi di Zeus. Cacciata dalla sua patria, crescer\u00e0 in tempi lontani, e far\u00e0 ritorno solo quando l\u2019ultima nave sar\u00e0 approdata sotto le mura nemiche\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Eco apr\u00ec di scatto gli occhi, aveva dormito un\u2019ora. Sentiva profumo di terra arida e di mare, una voce fuori la chiamava; era Ulisse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vedeva la sua ombra da fuori la tenda, dritta e possente. \u201cDobbiamo andare\u201d, le diceva. Eco si alz\u00f2 stropicciandosi gli occhi. Cercava lo specchio, il lavandino, la spazzola ma non aveva nulla; non c\u2019era nulla l\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando usc\u00ec, con indosso una tunica di seta bianca, Ulisse era gi\u00e0 sparito. Segu\u00ec la strada tra le tende; i soldati erano in fermento mentre Eco gli passava accanto, tutti vestiti delle loro armature, intenti ad affilare spade e lance, come se quello sarebbe stato l\u2019ultimo giorno di pace prima della guerra. Nessuno la degnava d&#8217;uno sguardo, di un grugno, di una scossa del capo; piccola e minuta, Eco camminava a testa bassa con la mano davanti agli occhi per proteggersi dalla luce dell\u2019alba. Poteva solo guardarli per qualche istante e impadronirsi della loro ira, della loro forza, della loro prestanza mentre passava e, in un secondo, scompariva nella grande tenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando entr\u00f2 Ulisse e Nestore stavano parlando chinati sul tavolo. Eco si avvicin\u00f2 e guard\u00f2 le mappe che ormai pensava di conoscere a memoria, aspettando che si alzassero in segno di saluto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAgamennone sta arrivando\u201d, disse Nestore.<\/p>\n\n\n\n<p>Eco aveva sentito il suo nome dai soldati; lo pronunciavano come fosse quello del padre severo, con i denti stretti e scandendo ogni lettera, tenendo una mano sulla spada e l\u2019altra sul petto, descritto come un Dio rabbioso sceso dall\u2019Olimpo per fare giustizia sugli uomini. \u201cUcciderebbe senza sforzo cento uomini alla volta\u201d, dicevano. \u201cE\u2019 come una bestia furiosa\u201d, le disse Ulisse il suo primo giorno all\u2019accampamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima che lei potesse proferir parola, gli spessi drappi della tenda si aprirono ed entr\u00f2 uno spicchio di luce: Agamennone rimase all\u2019entrata e li guard\u00f2. Il bronzo dell\u2019armatura risplendeva e ne faceva vedere tutte le ammaccature e i graffi. Eco Lo immagin\u00f2 in battaglia, sporco di sangue, a gridare al Cielo. In mano teneva la lancia dritta, pronta a trafiggere chiunque gli capitasse a tiro, esattamente come lo avevano descritto. Eco sent\u00ec i suoi piccoli occhi penetrare piano ogni strato della sua pelle fino ad arrivare alle ossa, come la pi\u00f9 affilata delle spade. Ulisse lo invit\u00f2 ad entrare, nessuno fece le presentazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Eco si era ancorata alla sedia, concentrandosi unicamente su quello che Nestore le aveva detto qualche giorno prima:\u201d La spada e la paura sono le due cose che uccidono un uomo sul campo ma tu, che sei al comando, non puoi n\u00e9 morire n\u00e9 avere paura.\u201d E cos\u00ec Eco si tenne con la schiena dritta, sentendo le vertebre inclinarsi sotto il peso dello sguardo di quell\u2019uomo che neanche conosceva, colma di paura fino all\u2019ultimo centimetro del suo corpo ma con lo sguardo alto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cCosa stiamo aspettando?Lo sto domandando a te\u201d, chiese lui rivolto ad Eco, sedendosi al capo della tavola. Eco tenne la bocca serrata sapendo che, se avesse parlato, il suo sguardo sarebbe crollato con lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe stiamo spiegando come colpire un uomo, come difendersi, quando attaccare da est e quando da ovest, se e quando \u00e8 meglio farlo di notte o di giorno\u201d, gli spieg\u00f2 Nestore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon si impara la guerra, si fa\u201d, disse lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu sei un guerriero nobile e capace, Agamennone. E\u2019 la tua forza a parlare per te\u201d, rispose Ulisse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI miei uomini sono insofferenti, ad aspettare chiusi nelle loro tende un\u2019ordine che sembra non arrivare mai. Sento la loro ferocia, come cani incatenati&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesti non sono i tuoi uomini, Agamennone. Non su questo campo\u201d, rispose Nestore, seduto accanto a lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eco, aggrappata alla sedia, non smetteva di fissare Agamennone: guardava la sua postura dritta, ascoltava quel tono di voce forte e squillante che la faceva stare l\u00ec, in silenzio, come una bambina finita per sbaglio al tavolo dei grandi. Sentiva il sangue ribollire nelle vene davanti al timore misto al rispetto che provava per quell\u2019uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon saranno i miei uomini ma \u00e8 me che vogliono al comando\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono io il comandante\u201d, disse Eco a quel punto, rompendo il suo silenzio, sguinzagliando l\u2019unica arma che aveva a disposizione. Le mani strette ai braccioli della sedia tremavano mentre lui, svelto, venne verso di lei. Eco rimase immobile sul posto, lui era a pochi centimetri dal suo viso, che la fissava. Sentiva il suo fiato lurido e la barba ispida pungerle la pelle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ulisse aveva fatto un passo verso di loro, solo il tavolo a creare distanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio versare il sangue di quei cani dei troiani, lo vogliamo tutti noi. Siamo nati per questo, abbiamo lasciato le nostre mogli e i nostri figli. Alcuni finiranno qui la loro vita\u201d, Agamennone parlava a denti stretti.&nbsp; Eco preg\u00f2 suo padre per non farla morire impalata su quella sedia.&nbsp; A quel punto lui si avvicin\u00f2 al suo orecchio, ed Eco rabbrivid\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sei degna del sangue che ti scorre nelle vene, n\u00e9 di comandare gli eroi su quel campo&#8221;, sibil\u00f2.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAdesso basta\u201d, disse Ulisse, sbattendo una mano sul tavolo. Da fuori si sent\u00ec un rumore sordo, come fosse un tuono; mentre Ulisse li aveva raggiunti dall&#8217;altra parte del tavolo. Agamennone teneva una mano sulla spada, lo sguardo cos\u00ec minaccioso che le parve potesse far iniziare una tempesta li, dentro la tenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulisse si volt\u00f2 leggermente per guardare Eco. \u201cCosa ti ho sempre detto? Che sei come un tuono, perch\u00e9 quello ti scorre dentro\u201d, poi si volt\u00f2 e guard\u00f2 Agamennone in cagnesco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFuori da questa tenda, al di l\u00e0 delle mura, ci sono uomini indegni che ci deridono, che hanno mancato di rispetto al cadavere del re mio fratello, che hanno rubato la sua amata sposa!\u201d, url\u00f2 lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe attaccherai ci farai uccidere tutti, perch\u00e9 avrai fatto un torto al padre degli Dei\u201d, disse Ulisse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSar\u00e0 lei a salvarci e dare l\u2019ordine\u201d, disse Nestore dietro di lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Agamennone, con la mascella serrata, guard\u00f2 Eco con lo sguardo bieco e le nocche bianche strette sull\u2019elsa della spada. Lei non smise di pregare un secondo, a testa alta e con la bocca serrata; poi lui usc\u00ec, e Il suo passo pesante sollev\u00f2 la polvere rossa, che Eco guard\u00f2 volteggiare nell\u2019aria per qualche istante, prima di appoggiarsi di nuovo al suolo. Fuori il sole era sparito e la tenda pareva buia come fosse arrivata la notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulisse si gir\u00f2 piano e torn\u00f2 a sedere. \u201cSe vuoi stare qui devi imparare a combattere le tue battaglie\u201d, le disse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eco scosse la testa e sbatt\u00e9 gli occhi, le caddero delle lacrime, a cui tranci\u00f2 il tragitto prima che potessero cadere a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sole tramontava dietro l\u2019accampamento mentre Eco stava uscendo dalla tenda scortata da Ulisse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 usanza accompagnare il comandante alla sua tenda dopo ogni concilio\u201d, le diceva. Camminava accanto a lui che, con andatura eretta, veniva salutato da ogni uomo con un cenno del capo. Lei, di parecchie spanne pi\u00f9 piccola, faticava a stare al suo passo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ripensava a quello che le aveva detto Nestore poco prima. \u201cPer uccidere un uomo gloriosamente trapassa il suo petto da parte a parte con la spada, dritto sul cuore. Fai arrivare l\u2019elsa fino in fondo, e il suo viso sar\u00e0 vicino al tuo tanto che lo sentirai esalare il suo ultimo respiro\u201d, le disse. \u201cRubare l\u2019ultimo respiro di un guerriero in battaglia ti dar\u00e0 forza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Eco pensava a se stessa, vestita di bronzo, brandire una spada e lanciarsi sul cuore di un uomo per trafiggerlo, per ucciderlo, senza mai riuscirci. Arrivati alla tenda Ulisse chiese se poteva entrare e lei acconsent\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDobbiamo dare l\u2019ordine al pi\u00f9 presto, o lo far\u00e0 Agamennone\u201d, disse, rimanendo dritto davanti all\u2019uscio della tenda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa dovrei fare?\u201d, chiese Eco, in tono secco. Nella testa risuonavano le parole di Agamennone, il suo fiato sul collo mentre la intimidiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLoro si fidano di Agamennone, per loro lui \u00e8 il comandante. Se lo seguiranno moriranno tutti, se non per mano dei troiani allora per volere di Zeus.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Eco lo guardava, la mascella serrata e le mani strette in un pugno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 l\u2019ora di capire perch\u00e8 sei qui\u201d, le disse Ulisse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo non avevo una scelta. Ho lasciato casa mia, ho lasciato mia madre e per cosa?\u201d, url\u00f2 lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNessuno ha scelta, e tu devi ancora imparare cos\u2019\u00e8 l\u2019onore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Eco sentiva la gola secca e gli occhi, spalancati, erano fissi su di lui. Non c\u2019era pi\u00f9 odore di terra, n\u00e9 rumore da fuori, come se anche il campo fosse a riposo per la prima volta dopo settimane. Sentiva solo un lungo fischio nelle orecchie e la sua voce, chiusa in testa, che le diceva di non piangere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFai una scelta, o la far\u00e0 Agamennone per tutti noi&#8221;, disse Ulisse, a concludere, prima di congedarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eco sentiva pulsare gli occhi e le vene delle mani, cos\u00ec strette che le nocche erano sbiancate, mentre fissava il punto in cui poco prima c\u2019era stato Ulisse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si ripeteva di muoversi, di darsi un contegno, ma intanto il suo corpo rimaneva immobile, intimorito dal fatto che sarebbe bastato un soffio di vento per frantumarlo e ucciderlo. Ma quando lo mosse, e fece un passo dritto davanti a s\u00e9, chiuse gli occhi ed esal\u00f2 un lungo respiro: era viva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 un intero cielo da attraversare per arrivare alla luna, non \u00e8 vero?\u201d, disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Seduta sulla sabbia, Eco lasciava che l\u2019alta marea le accarezzasse la tunica bianca e la punta dei piedi. La pelle d\u2019oca sulle braccia tese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sera Eco camminava lungo il mare, da sola, e si sedeva solo quando non sentiva altro che&nbsp; il rumore del mare. Li, da sola, l&#8217;alta marea della sera la cullava con le sue onde, per farla addormentare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEppure da qui sembra cos\u00ec vicina, come se bastasse\u2026\u201d, allung\u00f2 la mano verso la piccola sfera e finse di accarezzarla, nelle mani il vuoto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019onda le sfior\u00f2 le caviglie, quella dopo le ginocchia e poi le cosce; le mani affondate nella sabbia bagnata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa piccola mi portavi al mare quando ero malata\u201d, disse, guardando la luna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndavamo a Santa Monica e mi dicevi di respirare a fondo, che mi faceva passare la tosse. inspira, espira, mi dicevi\u201d, disse, poi prese un profondo respiro e lo trattenne nei polmoni, per risputarlo fuori dopo qualche secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo volevo nuotare\u2026ma tu mi dicevi di respirare\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inspir\u00f2 forte e trattenne tutta l\u2019aria nei polmoni, le guance tese e gli occhi fissi al cielo. Il mare rumoreggiava e sentiva quello scroscio riempirla, entrarle dentro il naso, le orecchie, la bocca, bruciarle la pelle dal freddo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMamma dimmi di respirare\u201d, la voce le tremava.<\/p>\n\n\n\n<p>Eco prese un altro respiro trattenendolo tra le labbra. Arriv\u00f2 un\u2019onda che le bagn\u00f2 i fianchi, la pancia, le braccia fino ai gomiti; le mani intrappolate nella sabbia. Espulse l\u2019aria e si accasci\u00f2 a terra, l\u2019acqua la intrappol\u00f2 qualche istante e le entr\u00f2 nella bocca, facendola sputare tra i singhiozzi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDimmi cosa devo fare\u201d, bisbigli\u00f2, gli occhi chiusi e la schiena, i capelli, le mani piene di sabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto a un tratto il rumore delle onde parve cessare, e senti un fischio&nbsp; cos\u00ec forte che ruppe l\u2019aria. Eco si alz\u00f2 e guard\u00f2 il campo lontano dietro di lei, illuminato dalla luna. La terr\u00e0 trem\u00f2 per un attimo ed Eco, barcollando, si alz\u00f2. Il cielo, prima terso, si ricopr\u00ec di nuvole. Un fuoco lontano mandava fumo in aria, le urla rieccheggiavano dal campo. Eco incominci\u00f2 a correre.<\/p>\n\n\n\n<p>La bocca secca era piena di terra e di sabbia,Eco teneva le mani strette al corpo e i capelli bagnati si erano attaccati alla fronte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono dentro\u201d, Ulisse marciava verso la sua tenda, ad ogni passo faceva battere la lancia a terra. In testa l\u2019elmo rifletteva la luce della fiaccola che teneva in mano, lo scudo attaccato alla schiena si muoveva al ritmo del suo passo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono passati dal bosco, sono stati appostati e hanno aspettato. Ho mandato cento uomini\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDovevo dare io l\u2019ordine\u201d, fu l\u2019unica cosa cosa che Eco riusc\u00ec a dire, come un pensiero che era uscito dalla sua bocca, non rivolto a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e8 non eri nella tua tenda?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe un uomo arrivasse ora pronto a uccidermi e io fossi sola, morirei\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ulisse continuava a camminare instancabile ed Eco stava dietro di lui, muovendosi&nbsp; piano, arrancando a ogni suo passo, finch\u00e9 non si ferm\u00f2. Lui si volt\u00f2 per guardarla, intorno a loro l\u2019accampamento in movimento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo chiesto perch\u00e9 non eri nella tua tenda\u201d. Eco alz\u00f2 lo sguardo e guard\u00f2 la luna nascosta tra le nuvole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMorirei, non \u00e8 vero?\u201d, chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno a loro uomini in armatura correvano, inseguendo le urla che riecheggiavano in lontananza. Eco vedeva i loro volti dietro l\u2019elmo, i ghigni inferociti di chi voleva uccidere, di chi sapeva come ferire e di chi avrebbe incontrato la morte; poi vedeva se stessa piccola, bagnata, senza armatura e senza armi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ulisse, muto, sollev\u00f2 lo sguardo e riprese a camminare dritto davanti a s\u00e9. Eco lo guard\u00f2 allontanarsi finch\u00e8 non scompar\u00ec tra gli uomini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eco, nella sua tenda, sentiva il rumore del guizzo del metallo e del legno che si scontrano, sentiva le urla degli uomini che imperversavano a pochi chilometri da lei. In contrasto il rumore del campo, silenzioso, come se ogni altro uomo si fosse inginocchiato nella propria tenda per pregare il Cielo, o maledirlo. A ogni battito d\u2019occhi vedeva Agamennone in aria, fendere la sua spada nel petto di un uomo e, insieme, la lancia nel fianco di un altro. Vedeva Ulisse rimbalzare sui cadaveri dei suoi amici e dei suoi nemici, stesi a terra, boccheggianti tra la vita e la morte, per evitare l\u2019avanzata. Vedeva Nestore rubare l\u2019ultimo respiro di un uomo. Vedeva soldati morire a testa alta,l\u2019onore come unico conforto. Vedeva uomini lontani da casa, vedeva s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chinata sul suo giaciglio, le braccia strette al corpo tremante e la tunica, infradiciata dal mare, la facevano apparire come una bambina malata che sarebbe morta da un momento all\u2019altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con le ore che passavano, stremata dal rumoreggiare delle armi e dalla potenza delle grida, teneva le mani strette sulle orecchie e gli occhi chiusi, stretti il pi\u00f9 possibile. L\u2019unica cosa spalancata era la bocca,&nbsp; per pregare come le aveva insegnato Nestore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPadre mio, ti prego, salva gli uomini che combattono sotto il mio comando\u201d, ripeteva. Sentiva che quelle parole, uscendo dalla sua bocca, perdevano tutto il loro valore perch\u00e9 lei, quegli uomini, sapeva di non averli mai comandati e che mai li avrebbe comandati. Unendo tutto il suo coraggio fu capace di alzarsi, aprire il suo corpo prima chiuso, e uscire. Fuori dalla tenda sentiva le grida ancora pi\u00f9 forti, e vedeva una nube di fumo alzarsi in cielo. Eco la guard\u00f2 qualche istante prima di iniziare a camminare verso il mare, il fumo dietro di lei. Ogni uomo che incontrava correva verso il bosco con la spada in mano dritta, pronta a fendere un colpo, senza che girassero mai lo sguardo verso di lei. Quando vide il mare dal bordo del campo inizi\u00f2 a correre, cercando la luna nel cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe sono figlia di un tuono, allora colpiscimi\u201d, url\u00f2, la voce coperta dal rombo di un fulmine, sotto la pioggia che iniziava a scendere rapida su di lei mentre si gettava in acqua. \u201cColpiscimi!\u201d, ripeteva, facendosi sovrastare dalle onde; il cielo sopra di lei rimbombava. \u201cMira me, prendi me\u201d, grid\u00f2. Si gir\u00f2 e vide a malapena i fuochi del campo dietro di s\u00e9, e non sent\u00ec pi\u00f9 riecheggiare le armi sugli scudi, o i lamenti di chi, accasciato a terra, moriva. C\u2019era solo il mare agitato e lei che nuotava senza sosta. \u201cAvanti!\u201d, continuava ad urlare, con tono euforico, sbattendo le braccia sulla superficie dell\u2019acqua, finch\u00e9 un rumore simile a uno strappo impervers\u00f2 nell\u2019aria. Eco alz\u00f2 lo sguardo e una forte luce la abbagli\u00f2: dal cielo, rapide, caddero delle saette bianche, che si gettarono nell\u2019acqua, creando un cerchio intorno a lei. La sua pelle scintillava mentre i fulmini danzavano sul mare, creando scariche elettriche che le toccavano le braccia, la punta delle dita, il viso e i lunghi capelli. Eco sentiva le vene gonfie di sangue, pronte a esplodere, e respirava l\u2019energia delle scariche come fosse ossigeno mentre, urlando al cielo, sentiva solo il cadere incessante dei fulmini intorno a lei e il mare che la portava sempre pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Di Francesca Negrini<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Francesca Negrini Alla me di 12 anni e alla mia pi\u00f9 cara amica Costanza. 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