{"id":201,"date":"2024-06-17T09:43:30","date_gmt":"2024-06-17T09:43:30","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=201"},"modified":"2024-06-17T10:10:26","modified_gmt":"2024-06-17T10:10:26","slug":"di-gelsomino-e-di-sangue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/di-gelsomino-e-di-sangue\/","title":{"rendered":"DI GELSOMINO E DI SANGUE"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di Chiara Moneta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla finestra del primo piano la donna guarda la pianura che si estende a perdita d\u2019occhio e gli animali nel recinto.<\/p>\n\n\n\n<p>I cavalli, con placida quiete, affondano il muso nel fieno, mentre il destriero del poeta, un nobile purosangue color crema, con passo pigro lascia che il vento gli scompigli criniera e coda.<\/p>\n\n\n\n<p>La sella e le staffe decorate con oro riflettono il fuoco delle torce appese intorno, facendo luccicare il lavoro degli artigiani. Sulla staccionata vicina sono accuratamente disposte una coperta in tessuto di una qualche terra lontana e la struttura portabagagli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel fango ci sono i grossi solchi delle ruote della carrozza della nobildonna che si fermano esattamente davanti alla porta della locanda, per poi tornare indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sa che la scorta a breve arriver\u00e0 per riprendere la dama e il figlio, ma non se ne d\u00e0 cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo sguardo si posa poi sul destriero del mercenario: un animale dalla corporatura robusta, fusione tra la selvaggia natura e la disciplina imposta dall\u2019addestramento. Il manto \u00e8 di un profondo color baio, un marrone scuro che vira quasi al nero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sella, seppur semplice, mostra la sua solidit\u00e0; la pelle consumata dall&#8217;uso brilla ancora, segnata da riparazioni e rinforzi. La briglia, anch&#8217;essa di cuoio, \u00e8 adornata solo da modesti nodi decorativi, distintivi della sua provenienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la sella, una coperta spessa protegge il dorso del cavallo dallo sfregamento per i lunghi tragitti, rammendata con pezzi di stoffa di varie consistenze. A terra, accanto ad esso, \u00e8 poggiata la sua modesta armatura di cuoio borchiato, per il petto e collo, scalfita da segni di frecce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma partiamo dall&#8217;inizio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era una volta, in un villaggio di campagna, una bambina. Si diceva che la madre possedesse poteri straordinari, ma si spense un giorno, a causa di un malanno misterioso. Rimase dunque alle cure del padre, custode di una modesta locanda tra le verdi colline.\u00a0Ella, cresciuta in grazia e generosit\u00e0, impar\u00f2 presto l&#8217;arte di ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme al padre, infatti, accoglieva viaggiatori stanchi e cos\u00ec facendo, sentiva storie da tutto il mondo. Dopo aver ascoltato le loro vicende, dispensava consigli illuminati e offriva soluzioni che portavano l\u2019eco di una saggezza antica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stranieri, una volta seduti al suo cospetto, sentivano un rinnovato vigore, come se le loro anime fossero state risvegliate da un lungo sonno.\u00a0La fama della piccola si diffuse come il profumo di fiori al vento di primavera: in molti accorrevano da ogni parte per interrogarla. I muri accoglievano racconti e segreti dall\u2019alba al tramonto e assorbivano quelle lingue diverse, che la bimba conosceva senza sforzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi furono periodi in cui la fila davanti al portone della locanda serpeggiava per decine e decine di metri, come un fiume umano in cerca di risposte. La locanda prosperava e con essa il padre e la sua bambina.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il destino, crudele e imprevedibile, colp\u00ec ancora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno il padre mentre tornava a casa da un viaggio di rifornimento dalla capitale, venne colto alla sprovvista da un violento temporale: un grosso ramo sradicato dalle raffiche di vento lo colp\u00ec al viso e alla testa. E pi\u00f9 non torn\u00f2 da sua figlia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando trovarono il povero corpo, la bambina rimase avvolta nel velo oscuro del lutto e della solitudine per lungo tempo; anche se confortata dall&#8217;affetto e dagli aiuti dei suoi conoscenti nulla pareva smuoverla dal silenzio in cui si era barricata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I visitatori smisero di frequentare la locanda e la zona si fece deserta. Ma ogni stagione ha la sua fine, e cos\u00ec, lentamente, il cuore della ragazza inizi\u00f2 a rimarginarsi e le nubi nei suoi occhi a diradarsi. Si scopr\u00ec adolescente, con il desiderio di prendere in mano le redini della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mercenario apparve alla porta in un giorno di sole, bussando con violenza. La fanciulla, con il fiato sospeso, guard\u00f2 dallo spioncino e si blocc\u00f2. Lui picchi\u00f2 nuovamente sul legno di frassino e lei, vedendo il fianco sanguinante, decise di farlo entrare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena gir\u00f2 le chiavi nella toppa, irruppe nella stanza come un animale in panico aggrappandosi alla tovaglia e rovesciando un vaso di fiori di lavanda. And\u00f2 a sbattere contro il mobile, facendo cadere libri e scartoffie, prima di crollare a terra in un tumulto di rabbia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Riprese coscienza nella notte: la luce fioca di una candela tremolava instabile come il suo respiro, proiettando ombre sulle pareti della piccola stanza. La giovane donna dai capelli rossi era china sul suo corpo, disteso sul tavolo della cucina.\u00a0Gli aveva gi\u00e0 strappato via la tunica e versato vino sulla carne aperta. I panni che aveva posto sotto di lui erano intrisi di sangue ma lei non era estranea a quella vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese ago e filo e inizi\u00f2 a ricucire l\u2019uomo con meticolosa precisione. Lui si contorse e agitandosi la colp\u00ec, accecato dal dolore. Lei per\u00f2 non si ferm\u00f2. &#8220;Resisti,&#8221; mormor\u00f2 con voce calma &#8220;altrimenti l&#8217;infezione si estender\u00e0&#8221;. Spalm\u00f2 una pomata di achillea e camomilla sulla pelle sudata e lui serr\u00f2 i denti. Applic\u00f2 poi un unguento di miele e propoli sulla ferita e fasci\u00f2 con cura con una striscia di lino pulito. &#8220;Riposa ora. Sei al sicuro&#8221;. Lo stoppino anneg\u00f2 nella cera molle e le candele pian piano si spensero; dunque, si allontan\u00f2, lasciandolo dormire. Il ragazzo mugol\u00f2 nel sonno per giorni e la giovane lo ascoltava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo periodo di convalescenza il mercenario era diffidente ma sorridendo mascherava il suo sentimento, consapevole di cosa stava ottenendo da lei. Le rivolgeva la parola solo a causa della convivenza coatta, mostrandosi come un ospite innocuo e degno di reverenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Passava le giornate lanciando lame contro il tronco di un albero finch\u00e9 il dolore al fianco tornava a farsi sentire. Allora si sedeva sotto il portico e, con lo sguardo, seguiva la ragazza nel cortile mentre prendeva l\u2019acqua dal pozzo, spaccava la legna o lavorava l\u2019orto sotto il sole. La sera, affilava le lame alla luce di una torcia, mentre lei riparava utensili o annaffiava le piante aromatiche, e il giorno successivo ricominciava.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, col passare delle settimane, il suo animo si plac\u00f2 e inizi\u00f2 a rivelarsi. Un giorno, mentre lei preparava un infuso, il mercenario le si avvicin\u00f2. Non appena lei se ne accorse si gir\u00f2 e se lo trov\u00f2 davanti. Il ragazzo pass\u00f2 le dita ruvide lungo il suo viso, seguendone il contorno, e le si accost\u00f2 finch\u00e9 i loro respiri si fusero insieme.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento le sue storie iniziarono a scorrere come un fiume in piena: con la testa poggiata sulla sua gonna, guardava il soffitto e col dito disegnava in aria le tattiche dei suoi scontri epici e sopravvivenze miracolose, di momenti in cui era stato vittima e momenti in cui era stato carnefice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni avventura portava l&#8217;eco di un desiderio di grandezza.\u00a0Lei ascoltava e accarezzava i capelli neri. A sua volta, offriva la sua storia, i segreti, le paure: le parole faticavano a emergere, ma le strappava fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>La convivenza divenne un&#8217;armonia di silenzi e risate, lui dipendeva dalle sue cure e lei dalla sua presenza: suonava per lei un vecchio liuto dimenticato in soffitta e di tanto in tanto le spazzolava i rossi capelli quando lei leggeva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso per\u00f2 il dolore al fianco si ripresentava e con quello la febbre e la frustrazione. Si agitava e metteva in soqquadro la casa imprecando. Altre volte invece si chiudeva in camera per giorni senza mai uscire. Quando usciva poggiava le labbra sulla fronte della ragazza, la fissava negli occhi e diceva \u201cdevi avere pazienza con me\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono settimane. Ormai, si parlavano con soli sguardi e baci.\u00a0Negli occhi del sopravvissuto c\u2019era la fiducia mescolata al terrore, come chi si trova di fronte alla prima persona che lo conosce veramente. Sulle labbra, un sorriso gentile dipinto con i colori della speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, divenne impaziente: al sorgere del sole spariva dalle sue stanze e all\u2019imbrunire rincasava, affaticato e irritato.\u00a0Desiderava ritrovare la sua forza primordiale. Si rivolse alla giovane: &#8220;Dissetami, affinch\u00e9 possa rinascere&#8221;, e lei scopr\u00ec il seno affinch\u00e9 potesse bere di lei. Si attacc\u00f2 e quando se ne separ\u00f2, ai lati della bocca gocciolava latte e sangue, per la foga del nutrirsi. Lui riacquistava vigore mentre lei si prosciugava lentamente. Prov\u00f2 a respingerlo per proteggersi, ma vedeva la portata della sua sete e per amore finiva a concedergli ci\u00f2 di cui aveva bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la ferita si rimargin\u00f2, lui raccolse le sue cose. &#8220;Non posso rimanere. Non posso fare promesse: ogni giorno sono un uomo differente&#8221;.\u00a0La salut\u00f2 con dolcezza e mont\u00f2 a cavallo, lasciando sulla soglia la fanciulla, o meglio, quello che ne rest\u00f2: un&#8217;ombra dal viso asciutto e il respiro corto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Si accorse di aver perso le forze per sempre.\u00a0Ogni angolo le ricordava un gesto di serena quotidianit\u00e0 e d\u2019affetto che l\u00ec era sbocciato. Non poteva pi\u00f9 vivere tra le pareti di quella casa senza desiderare di incrociare lo sguardo del giovane mercenario.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 in citt\u00e0.<br>Nella capitale venne accolta dal brulichio urbano: mercati affollati, bambini per le strade e artigiani al lavoro.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vagava tra i vicoli. Il suo sguardo incroci\u00f2 quello di una dama che, dall&#8217;alto di un balcone, osservava la folla sottostante. La dama fu incuriosita dall\u2019aspetto della giovane. Decise di invitarla nel palazzo. Le offr\u00ec dell&#8217;ananas a spicchi e parlarono per ore.\u00a0Da quel giorno, divenne la servitrice della dama, e fu sempre al suo fianco.\u00a0La giovane studiava la benefattrice: una nobile sposata a un ricco signore che godeva di tutti i lussi del regno.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il suo prestigio non poteva comprare ci\u00f2 che pi\u00f9 chiedeva al Cielo. La sentiva, infatti, pregare per ore nelle sue stanze.\u00a0La fanciulla con cautela la interrog\u00f2 e lei confess\u00f2 di desiderare ardentemente un figlio, ma che ogni tentativo negli anni si era rivelato vano. Il senso di colpa si insinu\u00f2 nel petto della giovane: possedeva quella salute e vitalit\u00e0 che potevano ospitare una vita ma non se ne serviva.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo molte notti insonni passate a riflettere, decise di darle ci\u00f2 che anelava;\u00a0<br>per gratitudine, per compassione, per umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese una ciotola d\u2019oro, separ\u00f2 le ginocchia e la riemp\u00ec col suo sangue.\u00a0<br>La dama, inizialmente disgustata dall&#8217;offerta, ma desiderando un figlio pi\u00f9 d\u2019ogni altra cosa, ne ingoi\u00f2 il contenuto tutto d&#8217;un fiato.\u00a0Dopo nove mesi, diede luce un bellissimo bimbo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nella camera, la fanciulla sedeva contro la parete tra la schiera di serve.\u00a0<br>Assisteva alla sfilata di nobili della zona che si affrettavano per congratularsi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vedendo il padre sollevare il bimbo e la madre sorridente sulla sedia a dondolo, cap\u00ec a cosa avesse rinunciato.\u00a0<br>Una forte nausea le scosse le viscere e le sentii le gambe cedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bimbo cresceva e, con lui, i suoi ciuffi di capelli rossi. I vecchi genitori della dama lo guardavano arricciando il naso, offesi da quel colore che n\u00e9 la dama n\u00e9 il marito avevano in testa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Insinuarono dubbi alla donna. Si sarebbe potuto dire che il bimbo non era suo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per non parlare delle chiacchiere dei membri dell\u2019alta societ\u00e0.\u00a0La dama ne fu profondamente turbata. Fece fare una valigia veloce alla fidata fanciulla e venne spinta di nuovo in quei vicoli, anni dopo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Decise quindi di tornare alla vecchia locanda.<\/p>\n\n\n\n<p>Un nobile pass\u00f2 dalla locanda. Lei lo serv\u00ec e gli sorrise.\u00a0<br>L\u2019alba in seguito al pernottamento si conged\u00f2. Dopo pochi giorni, torn\u00f2 e rimase a lungo. Una sera, lei interruppe il suo lavoro e accett\u00f2 di incontrarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli vers\u00f2 il liquore pi\u00f9 forte che teneva in cucina e insieme bevvero tutta la notte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le raccontava di viaggi lontani, delle corti reali e dei suoi molteplici studi e arti.\u00a0<br>Ai suoi occhi divenne l\u2019uomo pi\u00f9 bello mai conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vide in lui un\u2019intelligenza eccezionale e, di conseguenza, un dolore profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Passeggiavano per i prati. Lei, dalla pelle grigia e cadaverica, con l\u2019abito ormai largo. Lui, vestito di verde scuro, le porgeva il braccio e fumava tabacco ed erbe. Le faceva complimenti e lei arrossiva impercettibilmente.\u00a0<br>Diceva che il solo tenerle la mano gli faceva dimenticare le sue disgrazie.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Poi partiva. E ogni volta che tornava dalla capitale le portava doni diversi.\u00a0<br>Le scrisse poesie e novelle: le lettere di devozione si accumulavano sul com\u00f2 della locandiera. I suoi occhi erano cerchiati di nero.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Di notte lo si sentiva rantolare, tormentato dai demoni della sua mente.\u00a0<br>Lei fuori dalla porta lo ascoltava.\u00a0<br>Lacrime le rigavano il viso ma si allontanava in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le mattine, quando gli serviva il caff\u00e8 a colazione, lui la supplicava allo stesso modo.\u00a0Dammi il cuore, diceva, non ne ho uno mio.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Lei mostr\u00f2 di essere svuotata, di non essere all&#8217;altezza. Ma il nobile rispondeva<br>-ti ho scelto perch\u00e9 in te ho visto qualit\u00e0 che sfuggono agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei pens\u00f2 che essere amati da un poeta fosse la cosa peggiore mai capitata.\u00a0<br>Era spaventata dalla bellezza delle promesse e delle parole. Troppo belle per chiunque. Si fid\u00f2 dell\u2019amore che lui le declamava.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Fece un profondo respiro e pose la punta del pugnale sulla cassa toracica.\u00a0<br>Lo affond\u00f2.\u00a0<br>Separ\u00f2 le costole con le mani e lasci\u00f2 che lui strappasse il cuore dal reticolo di arterie. Il sangue in grandi gocce colava sulla crostata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il poeta lo prese e lo soppes\u00f2 con le mani.\u00a0<br>Il volto, una maschera di estasi e tormento.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Si accorse che non gli bastava solo quello. Ma lei non poteva dargli altro.\u00a0<br>Prese un fiammifero e lo bruci\u00f2. Osserv\u00f2 le fiamme con un misto di fascinazione e disprezzo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Poi part\u00ec, senza pi\u00f9 tornare.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Di Chiara Moneta<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Chiara Moneta Dalla finestra del primo piano la donna guarda la pianura che si estende a perdita d\u2019occhio e gli animali nel recinto. 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