{"id":206,"date":"2024-06-27T15:28:14","date_gmt":"2024-06-27T15:28:14","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=206"},"modified":"2024-06-27T15:28:14","modified_gmt":"2024-06-27T15:28:14","slug":"preludio-di-un-sogno-bugiardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/preludio-di-un-sogno-bugiardo\/","title":{"rendered":"PRELUDIO DI UN SOGNO BUGIARDO"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di Irene Arroume<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>LA PORTA \u00e8 coperta da rampicanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono indicazioni per arrivare alla porta. L\u2019auto ha percorso varie curve per la montagna, l\u2019unico motivo per andare avanti, l\u2019impossibilit\u00e0 di invertire la propria direzione. Svariate volte ha rischiato di sbandare verso il bordo e cadere nel precipizio per via del buio , ma ha ripreso il cammino. La prima piazzola era gi\u00e0 occupata da un camper e una famiglia \u2014 un uomo, una donna e due bambini, insieme a un cane.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda piazzola invece era vuota, se non per un edificio dal legno ricoperto di muschio altro almeno tre piani. La struttura era posizionata panoramicamente in mezzo a due picchi di montagna, e le stelle incorniciavano il tetto a spiovere. La porta \u00e8 in mezzo ad altre due porte, sbarrate da travi di legno cos\u00ec come le poche finestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah Michael Steward sposta le foglie dalla porta, nota che non c\u2019\u00e8 una maniglia, e neanche una serratura. Tocca il legno dove si sarebbe dovuto trovare il pomello con i polpastrelli e poi piano appoggia completamente il palmo sulla superficie. I fari sono ancora accesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un battente a forma di testa di lupo, da cui fauci pende un pesante cerchio di ottone, ha sbeccato il legno e tolto lo strato di pittura. Jonah allunga la mano e tocca il ferro, talmente freddo che scotta contro la pelle. Solleva il cerchio dalla porta, lo lascia cadere contro il legno. Il rumore infrange il bisbiglio della pioggia per qualche secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensa che \u00e8 solo un edificio abbandonato, cos\u00ec come appare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 c\u2019\u00e8&nbsp; rumore di serrature, e poi la porta si schiude.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi cosa sei alla ricerca\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce \u00e8 femminile. Tono profondo, cadenza musicale. La porta \u00e8 tenuta attaccata alla trave per una spessa catena d\u2019ottone, un paio di labbra rosse si intravedono in contrasto alla luce proveniente dall\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah respira piano, ha ancora la mazza tra le mani, alta e diretta verso la porta. La lascia quindi cadere ai suoi piedi, il suono stordente si fonde con quello della chiusura della porta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, l\u2019entrata si spalanca.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>II.<\/p>\n\n\n\n<p>JONAH MICHAEL STEWARD varca la soglia, e si ritrova in una sala pi\u00f9 grande di quella che l\u2019edificio potrebbe contenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono delle porte che non dovrebbero portare a niente perch\u00e9 l\u2019edificio da fuori \u00e8 troppo piccolo. Mentre, dove dall\u2019esterno si potevano vedere le porte, all\u2019interno sono presenti solo pareti laccate di bianco. La sala \u00e8 illuminata da un lampadario decorato di rosse pietre pendenti e la luce riflette verso il pavimento nero a creare un esagono luminoso. Jonah fa attenzione a non pestare gli aloni con i piedi, e si posiziona al centro.<\/p>\n\n\n\n<p>Delle scale si annodano su loro stesse in una spirale, i gradini sono di vetro nero alternato con del vetro rosso. Si trovano nella met\u00e0 destra della sala, mentre a sinistra c\u2019\u00e8 un tavolo nero laccato, ricoperto di fogli macchiati di inchiostro.<\/p>\n\n\n\n<p>Agli angoli della sala, in fondo dietro al tavolo e dietro alle scale, ci sono vecchie lampade ad olio appese, ma sono spente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle pareti ci sono fotografie in bianco e nero, ma le facce delle persone sono sfocate dal flash della fotocamera. La sala rappresentata \u00e8 chiaramente la stessa dove Jonah si trova in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ho spento l\u2019auto\u00bb, sussurra tra s\u00e9 e s\u00e9. Quando si volta verso la porta d\u2019ingresso, vede una serratura e anche un pomello.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando sta per toccare il metallo, \u00abSe lo ha dimenticato, allora non le era necessario\u00bb, la voce femminile si palesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah esita, poi si gira verso la donna. La prima cosa che vede sono le labbra rosse, poi una folta chioma argentata. Gli occhi sono incorniciati di nero, la pelle brilla quasi d\u2019oro sotto la luce. Un neo, in basso al labbro inferiore a sinistra. Tutto ci\u00f2 che si trova al di sotto non \u00e8 importante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNome?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah osserva le labbra muoversi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe non hai un nome, possiamo dartene uno noi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo allora Jonah si rende conto che la donna \u00e8 in piedi dietro al bancone, una piuma tra le mani. L\u2019inchiostro cola su un foglio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCe l\u2019ho un nome\u00bb, ma non lo pronuncia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La donna non \u00e8 confusa, sa che a volte chi entra nell\u2019hotel pu\u00f2 essere disorientato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Jonah si avvicina, facendo nuovamente attenzione a non pestare i riflessi sul pavimento, fino a che non si trova faccia a faccia con la donna, solo il tavolo a separarli.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inchiostro continua a colare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMichael\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna sorride, poi abbassa lo sguardo verso il foglio e il rumore della penna sulla carta suona in unisono con il sussurrare del suo nome dalle rosse labbra.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>III.<\/p>\n\n\n\n<p>JONAH MICHAEL STEWARD percorre le scale di vetro rosso e nero. La placchetta attaccata alla chiave indica la camera 1:30 al secondo piano. Jonah aveva guardato la donna con espressione confusa quando aveva notato il numero della camera, ma era scomparsa nel momento in cui aveva abbassato lo sguardo per leggere la placchetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo piano della struttura \u00e8 tenuto segregato dietro a un\u2019altra porta, che Jonah prova ad aprire ma senza risultati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo piano \u00e8 aperto, illuminato da candelabri simili a quello della sala, ma pi\u00f9 piccoli, attaccati a un alto soffitto a scacchi bianchi e neri. Le pietre pendenti sono solo tre, e ci sono tre lampadari in tutto il corridoio, ogni tre porte.<\/p>\n\n\n\n<p>Una \u00e8 rossa, l\u2019altra \u00e8 nera.<\/p>\n\n\n\n<p>Una \u00e8 rossa, l\u2019altra \u00e8 nera.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah osserva di nuovo la placchetta.<\/p>\n\n\n\n<p>I numeri a segnare le porte non sono numeri, ma orologi. Perfettamente tondi, con numeri romani e lancette di colore rosso se la porta \u00e8 nera, e di colore nero se la porta \u00e8 rossa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare ha tolto le scarpe e il suo cappello con le campanelle per non farsi sentire dal nuovo soggiornante. La donna si arrabbierebbe di nuovo, e le dita gli fanno ancora male dall\u2019ultima volta. Non \u00e8 consono spaventare i nuovi arrivati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Jonah cerca la porta con l\u2019orario segnato sulla placchetta, e quando la trova inserisce la chiave nella serratura. La sua porta \u00e8 nera, con le lancette rosse. Quando schiude l\u2019uscio, sente un sogghigno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si gira in fretta verso l\u2019entrata del secondo piano, da dove proveniva il suono, ma non vede nulla e nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare trova divertente il modo in cui il nuovo soggiornante ha esitato nel mettere la chiave nella serratura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Riluttante, Jonah si rigira verso la porta per aprirla completamente. Subito appena entrato non perde tempo a chiudersi dentro la camera per poi nascondere la chiave nella tasca destra dei jeans.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare si avvicina alla stanza 1:30, si mette di fronte alla porta e prova a sbirciare dall\u2019occhiello dentro la stanza, ma non vede nulla. Si mette una mano sulla bocca per coprire la risata mentre saltella sul posto e appoggia l\u2019altra mano alla maniglia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La stanza ha il pavimento a scacchiera, bianco e nero, e il soffitto \u00e8 rosso opaco. C\u2019\u00e8 un altro di quei lampadari con i pendenti, e le pareti sono nere e ricoperte di dipinti e fotografie. Il letto \u00e8 a baldacchino, con le lenzuola di seta e le tendine attorno di colore rosso. Un grande armadio guardaroba, nella parete a fianco alla porta. Una volta aperto, si possono vedere vestiti e completi sia eleganti che non, in attesa di essere indossati.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah decide di guardare dall\u2019occhiello per controllare, cerca di convincersi che la risata non era una risata ma era solo il rumore delle giunture della porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando avvicina l\u2019occhio, dall\u2019altra parte non vede niente e nessuno.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>IV.<\/p>\n\n\n\n<p>JONAH MICHAEL STEWARD trova la melodia familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>I tasti del pianoforte sono completamente neri e laccati. Visti da lontano non c\u2019\u00e8 differenza tra un tasto e l\u2019altro, ma le dita della donna si muovono con armonia tra le note del grande pianoforte.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah si avvicina, ma la donna continua a guardare dritto verso lo spartito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 molto vecchia come sonata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNe sono al corrente\u00bb. Le labbra rosse restano inespressive, le dita continuano a muoversi sulla tastiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah posa un dito sul tasto pi\u00f9 alto, lo tiene premuto.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna smette di suonare, volta il viso verso di lui. Gli occhi si assottigliano impercettibilmente, e Jonah lascia la presa sul tasto. Il suono continua a echeggiare nella sala comune.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChiedo scusa per averla interrotta\u2013\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe serve qualche assistenza?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Una risata si unisce all\u2019eco della nota. Una smorfia appare sulle rosse labbra. I piedi dello sgabello strusciano sul pavimento, dei campanelli suonano e la stanza diventa un\u2019orchestra. Con passo veloce la donna cammina verso l\u2019entrata, Jonah segue i movimenti delle sue spalle fino a che dietro di lei non appare una figura piegata in due all\u2019altezza del busto, la quale si estende e allunga una volta che la donna lo strattona per le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abTi avevo ordinato di non farti vedere\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abDifatti non mi ha visto\u00bb. Tra una risata e l\u2019altra, la donna gli tira uno schiaffo. La mano le resta macchiata di bianco, e la faccia del giullare viene sfregiata dal nero delle labbra sbavato sulla guancia opposta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abTorna nel labirinto\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare la guarda e si avvicina fino a un palmo dal suo viso per sussurrare: \u00abNo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Jonah sente un altro rumore secco di pelle contro pelle, e le campanelle riprendono a suonare in sintonia con altre risate. Osserva la donna trascinare via per un orecchio l\u2019alto ragazzo, che inciampa tra un passo e l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare viene portato fino alla porta. Smette di ridere, implora la donna di non farlo uscire, di non cacciarlo, ma la donna gira il pomello e spinge il giullare tra le foglie. Chiude la porta, e il disperato bussare rimbomba sul legno, nelle pareti e nel pavimento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>V.<\/p>\n\n\n\n<p>JONAH MICHAEL STEWARD varca la soglia trattenendo il respiro, una volta assicuratosi che nessuno lo avrebbe seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sentiero \u00e8 soffocante. La risata riecheggia nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sottile nebbia offusca la vista. Jonah non riesce a vedere i suoi stessi piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce si tramuta nella melodia che la donna aveva suonato al pianoforte, con una risata tra una nota e l\u2019altra. Jonah segue l\u2019eco, e quando va incontro a un vicolo cieco, la voce riecheggia dalla parte opposta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare pensa che sia divertente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un picchiettio sulla spalla destra \u2014 Jonah si volta con velocit\u00e0 scattante.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019ombra, tra le foglie del labirinto. Si muove velocemente verso la parte opposta del sentiero, e il temporaneo silenzio si riempie nuovamente di risate e foglie secche calpestate. Jonah inizia a correre, segue il rumore dei passi dell\u2019ombra fino a che le siepi si interrompono.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una torre. Una struttura di mattoni rossi e calcite color nero, i piani sono almeno due, pensa Jonah. Non ci sono finestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti alla porta l\u2019ombra prende forma. La risata non riecheggia pi\u00f9. Jonah fa un passo in avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai detto che ti chiami Michael\u00bb, la voce \u00e8 imponente, profonda, non come ci si aspetterebbe dal ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDifatti \u00e8 il mio nome\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo\u00bb, dice. \u00abIl tuo nome \u00e8 Jonah\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi chiamo anche Michael\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 hai mentito? Coloro che mentono vengono sempre puniti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe ho detto uno dei miei nomi. Non ho mentito\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo scoppia a ridere. Si piega in due, con una mano sullo stomaco e le ginocchia flesse. La risata sovrasta il respiro affannoso di Jonah, riempie completamente il labirinto. Alcune foglie tremano, come colpite dal vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah fa altri due passi nella direzione del ragazzo. Ha due rombi rossi attorno agli occhi serrati, i capelli sono unti e spettinati, le mani sporche di nero. Il viso \u00e8 bianco latte, se non per una guancia sfregiata dal nero delle labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>La risata si ferma d\u2019improvviso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNulla qui \u00e8 quello che sembra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>VI.<\/p>\n\n\n\n<p>JONAH MICHAEL STEWARD non \u00e8 solo nell\u2019hotel.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono per di pi\u00f9 coppie di anziani, e qualche uomo e donna senza accompagnatore. Una sola coppia \u00e8 di giovani \u2014 la ragazza tiene tra le braccia un fagotto a cui ogni tanto accarezza il viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il palco \u00e8 illuminato da lampade ad olio grandi quanto i palloncini che adornano i lati del cortile. La porta per arrivarci si trova dietro la scrivania della donna, semi-nascosta dalle scale a chiocciola.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah aveva provato ad avere una conversazione con una delle donne che reputava tra le pi\u00f9 attraenti, ma non importa quanto vicino le parlasse o quanto alto il suo tono di voce fosse \u2014 la donna guardava dritto di fronte a s\u00e9, un leggero sorriso sulle labbra pallide e i neri occhi spenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le luci si affievoliscono, ma restano abbastanza per illuminare il giullare mentre appare sulla scena. Indossa un cappello con sei punte e sei campanelli. I piedi restano scalzi.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce \u00e8 distante e acuta, non si distinguono le parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Le persone attorno a Jonah ridono.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi applaudono.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridono di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giullare percorre le scale del palco.<\/p>\n\n\n\n<p>Scende tra il pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvicina a Jonah.<\/p>\n\n\n\n<p>Si mette a cavalcioni sulle sue gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Avvicina il proprio viso al suo, lentamente. Sorride, i denti sono bianchi e luccicanti, dritti e di grandezza uniforme. Le labbra sono screpolate sotto il rossetto nero. Gli occhi sgranati hanno lo stesso colore del ghiaccio. Prima che possa toccare con la bocca le labbra di Jonah, butta il capo all\u2019indietro e si mette a ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>La gente attorno a lui applaude.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>VII.<\/p>\n\n\n\n<p>JONAH MICHAEL STEWARD percorre le scale a chiocciola dietro a tutti gli altri residenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo esattamente quindici scalini, la folla attraversa la porta del primo piano. Quando Jonah si ritrova davanti all\u2019entrata, la porta \u00e8 spalancata. Osserva dall\u2019uscio le persone fermarsi di fronte ad altre porte, le quali si aprono una ad una, lasciandoli entrare dentro le stanze tutti insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corridoio \u00e8 identico a quello del secondo piano.<\/p>\n\n\n\n<p>Le porte non sono numerate, e non hanno n\u00e9 maniglie n\u00e9 serrature. Jonah prova ad appoggiarsi a una, spinge con la spalla, ma non si apre. Prova quindi con quella opposta, ma anch\u2019essa non si muove. Pensa che magari le persone le hanno bloccate dall\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCosa gli hai detto?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abIo non ho detto nulla\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Jonah sente uno scricchiolio. Quando si volta verso il rumore, la fonte \u00e8 l\u2019ultima porta sulla parete destra. Si \u00e8 schiusa di qualche centimetro. Da dentro proviene una luce abbagliante.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah ci corre incontro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSei un bugiardo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abNon sono un bugiardo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La porta gli si chiude alle spalle con un pesante tonfo. Non c\u2019\u00e8 nessuno tranne lui, le altre persone precedentemente entrate scomparse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La stanza \u00e8 un labirinto di specchi. Di fronte a lui vede l\u2019immagine riflessa di se stesso. Ha i vestiti che indossava quando \u00e8 entrato all\u2019hotel, mentre lo specchio al lato opposto riflette la sua immagine pari a com\u2019\u00e8 nella realt\u00e0. Gli specchi si snodano nell\u2019area della stanza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abDovresti essere punito per questo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare ride, le lacrime gli macchiano le guance e il trucco sugli occhi si scioglie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Jonah vaga tra i riflessi veritieri e bugiardi, fino a che falsit\u00e0 e realt\u00e0 si mescolano tra loro e in mezzo agli ultimi due specchi appare un\u2019altra porta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abVoglio tornare a casa\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La donna sorride, poi accarezza la stessa guancia ormai rossa dagli schiaffi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre la porta la stanza \u00e8 buia, tranne una candela sopra al comodino a fianco al grande letto matrimoniale. Le lenzuola sono di seta nera, cos\u00ec come il neglig\u00e9 rosso che indossa la donna \u2014 lo stesso colore delle labbra. \u00c8 sdraiata sul letto, con le gambe incrociate e una mano sul ventre. L\u2019altra gli indica di entrare<em> <\/em>con un cenno.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Jonah si avvicina al letto, la donna si alza sulle ginocchia e si avvicina. Gli bacia il collo, le lunghe ciglia gli solleticano la pelle. Jonah stringe i lunghi capelli argentati nel pugno destro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abMi vuoi bene?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCerto che ti voglio bene, ma non devi dire bugie\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare guarda la donna con occhi rossi e pieni di lacrime. Poi la abbraccia, stringendola vicino a s\u00e9, e la camicia bianca si macchia di pittura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>VIII.<\/p>\n\n\n\n<p>JONAH MICHAEL STEWARD osserva la donna suonare.<\/p>\n\n\n\n<p>La melodia \u00e8 diversa da quella che solitamente performa. La sala \u00e8 vuota.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon sapevo ci fossero altri residenti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon aveva mai domandato, di conseguenza non ho ritenuto importante farglielo presente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove sono tutti?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna continua a suonare impassibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove sono?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le rosse labbra esalano un lungo respiro, poi la donna smette di suonare per voltarsi lentamente verso Jonah con una profonda ruga tra le sopracciglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNelle loro stanze, con grande probabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 questo \u00e8 un hotel, dove la gente ha la possibilit\u00e0 di avere una propria stanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome mai non escono?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna raddrizza la schiena, si risiede composta sullo sgabello e riprende la melodia dal punto in cui si era interrotta. Jonah stringe i pugni: \u00abDov\u2019\u00e8 il giullare?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le mani diventano pesanti sui tasti, il suono riecheggia nella sala.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei mi sta interrompendo\u00bb, la voce sovrasta quasi in modo innaturale il pianoforte. \u00abNon apprezzo venire interrotta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah sente un brivido percorrergli la schiena. Si ricorda dell\u2019automobile ancora accesa fuori dall\u2019hotel. A passo svelto si avvia verso l\u2019uscita \u2014 il pianoforte ha smesso di suonare e dei picchiettanti tacchi lo stanno seguendo.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta si apre ancor prima che Jonah possa toccare il pomello, e si richiude dietro di lui con un pesante tonfo. Il brivido lungo la schiena lo scuote a ritmo dei pesanti pugni&nbsp; provenienti dalla parte opposta. Sotto le scarpe percepisce le vibrazioni e le urla di disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe cosa hai fatto\u00bb, la profonda voce canta, e Jonah si lascia guidare dall\u2019eco verso la torre al centro del labirinto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ho fatto niente\u00bb, il respiro affannoso maschera le parole, le indebolisce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ti credo\u00bb, l\u2019ultima parola viene allungata come una melodia. \u00abSei un bugiardo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome si esce da questo posto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScemo, non puoi uscire. Nessuno di noi pu\u00f2\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah guarda il giullare con occhi lucidi per l\u2019aria fredda. Il giullare ride.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo hai ancora capito? La donna di ieri sera, non era lei\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta dietro il ragazzo \u00e8 spalancata, c\u2019\u00e8 una lampada al centro di un piccolo tavolo. Jonah con passo pesante percorre la distanza che li separa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo fare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah prende la lampada, la tiene nel pugno serrato mentre esce di corsa dalla torre, nonostante gli avvertimenti del giullare, che lo tira per un braccio e stringe con forza all\u2019altezza del polso. Lo tira dalla parte opposta, dentro la torre, strattonandolo con una forza quasi sovrumana. Jonah si allunga verso il giullare, poi gli morde l\u2019avambraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Stringe forte con i denti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo lascia la presa, piangendo e urlando.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonah lancia la lampada tra le siepi, che cadendo si frantuma in mille pezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fiamme divampano grazie alle foglie secche cadute a terra, e un acuto stridio porta Jonah a tapparsi le orecchie con mani tremanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCHE COSA HAI FATTO?\u00bb La voce \u00e8 cos\u00ec profonda che smuove il fuoco, lo porta a diramarsi tra le siepi. Il fumo si mescola con la nebbia, creando un vortice di bianco, rosso e nero.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abChe cosa hai fatto?\u00bb Il giullare \u00e8 scosso dai singhiozzi, si trascina le mani sul viso, la pittura ormai quasi del tutto sciolta dal calore delle fiamme.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Jonah inizia a ridere.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em>IX.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I<em>L GIULLARE corre tra le pareti del labirinto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Evita il fuoco, e il respiro diventa difficile a causa del fumo. Quando arriva all\u2019uscita, la porta si spalanca. Dietro, la donna ha le labbra rosse sbavate e i grigi capelli cadono dall\u2019accurata acconciatura che la donna \u00e8 solita portare. <\/em><em>&nbsp;<\/em><em>\u00c8 inginocchiata sul pavimento \u2014 quando vede il giullare si alza con gambe tremanti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCi ha traditi?\u00bb chiede.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare si volta per chiudere la porta dietro di s\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abBisogna avvertire i residenti\u00bb, la melodica voce della donna \u00e8 calma e monotona, Quando si volta, le persone gi\u00e0 stanno scendendo in fila le scale. Il fumo passa da sotto la porta, lentamente riempie la sala e qualche anziano tossisce. Quindi, la donna allunga la mano verso il pomello rovente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La piazzola \u00e8 deserta, e il giullare \u00e8 il primo ad uscire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si guarda intorno. C\u2019\u00e8 un\u2019automobile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abTorna a casa\u00bb, la donna annuncia. Poi il giullare sente la porta chiudersi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La donna inserisce la chiave nella serratura, la gira due volte.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00abSeguitemi signori\u00bb, dice, poi si avvia verso la sala da pranzo. Una volta che le persone si accomodano si siede allo sgabello del pianoforte.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00abSono felice di accogliervi questa sera e di darvi il benvenuto\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Dopo un profondo respiro, inizia a suonare, mentre il fumo nero oscura le luci e contamina l\u2019aria.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare cade a terra sulle ginocchia, mentre osserva le fiamme che si espandono sul legno della porta. Le vittime successive sono le finestre, poi il soffitto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il suono del pianoforte riecheggia nel silenzio delle montagne insieme allo scricchiolio del fuoco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giullare canticchia in armonia con la melodia della donna e sorride.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Arriveranno nuovi ospiti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Di Irene Arroume<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Irene Arroume LA PORTA \u00e8 coperta da rampicanti. Non ci sono indicazioni per arrivare alla porta. L\u2019auto ha percorso varie curve per la montagna, l\u2019unico motivo per andare avanti, l\u2019impossibilit\u00e0 di invertire la propria direzione. 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