{"id":58,"date":"2022-04-21T13:57:29","date_gmt":"2022-04-21T13:57:29","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=58"},"modified":"2022-04-21T13:57:29","modified_gmt":"2022-04-21T13:57:29","slug":"il-caos-in-cui-viviamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/il-caos-in-cui-viviamo\/","title":{"rendered":"Il caos in cui viviamo"},"content":{"rendered":"\n<p>Il professore percorreva a grandi passi il<br>pavimento della cella. Per passare il tempo si<br>era messo a scrivere sulle pareti le formule<br>delle tre leggi di Newton. Le aveva trovate in<br>uno dei libri che la sua comunit\u00e0 custodiva da<br>tempo immemore. Con la mente era tornato indietro<br>a quattro giorni prima, a quando era iniziato il<br>suo viaggio.<br>\u201cSei pronto?\u201d gli aveva chiesto Ipotenusa. Il<br>professore si era dato un\u2019ultima occhiata allo<br>specchio e con un pettine di tartaruga<br>leggermente inumidito aveva sistemato i ricci<br>radi per dare un po\u2019 di volume. \u201cSono troppo<br>elegante?\u201d aveva chiesto girandosi verso l\u2019amico,<br>che l\u2019aveva osservato in silenzio, appoggiato<br>allo stipite della porta. Quel completo a doppio<br>petto beige era appartenuto a suo padre, cos\u00ec<br>come i gemelli che ora abbottonavano i polsini<br>della camicia. \u201cChi ti ha insegnato a fare il<br>nodo alla cravatta?\u201d Ipotenusa evitava di<br>guardarlo negli occhi, ma il tempo stringeva.<br>\u201cIpotenusa\u201d incominci\u00f2 il professore, prendendo<br>l\u2019altro uomo per le spalle. Si guardarono, il<br>verde acqua si specchiava nel dorato. Poi<br>intravide il calendario al muro, la data di quel<br>giorno, cerchiata pi\u00f9 e pi\u00f9 volte con il<br>pennarello rosso e tutto ci\u00f2 che avrebbe voluto<br>dire si trasform\u00f2 in bile che si agitava nello<br>stomaco. Le dita avevano accarezzato le braccia<br>dell\u2019amico, poi erano cadute inerti sui fianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Era uscito dalla stanza senza voltarsi, a stento<br>aveva sentito Ipotenusa pronunciare il suo nome.<br>Nessun altro si era presentato a salutarlo, ma<br>lui non gli aveva biasimati. Ogni quattro anni un<br>membro della comunit\u00e0 usciva in superficie e si<br>recava dagli uomini per provare a spiegare loro<br>come andava il mondo.<br>Il viaggio era durato molto, il professore aveva<br>percorso il corridoio sotterraneo, che era la<br>loro unica via di comunicazione con l\u2019esterno.<br>Usciva per lo pi\u00f9 di notte, anche se con<br>l\u2019assenza della fisica era sempre notte, cos\u00ec<br>l&#8217;oscurit\u00e0 gli impediva di essere visto e si<br>avvicinava alle case. All\u2019interno vedeva uomini<br>che dormivano nelle vicinanze del soffitto,<br>appesi con delle corde alla caviglia,<br>assomigliavano a dei grotteschi palloncini.<br>Alcune volte gli aveva visti tentare di bere<br>attraverso la cannuccia, ma senza riuscirci.<br>Quando giunse finalmente in citt\u00e0 cerc\u00f2 di<br>attirare l&#8217;attenzione; non fu difficile, dato che<br>era l&#8217;unico uomo che camminava in mezzo a<br>centinaia che fluttuavano in aria. Un autobus<br>fren\u00f2 a pochi centimetri da lui, traballando<br>sulle sospensioni. Al suo interno, fermi immobili<br>ai loro posti, visi sconvolti lo avevano guardato<br>con orrore. La notizia si era sparsa in fretta e<br>la polizia non era tardata ad arrivare. Erano in<br>due, uno basso e rotondo, l\u2018altro alto e<br>slanciato: \u201cNon vogliamo farti niente\u201d dissero.<br>Poi si erano avventati su di lui, come due falchi<br>che si abbattono in picchiata sulla preda. Il<\/p>\n\n\n\n<p>professore non era scappato, n\u00e9 aveva opposto<br>resistenza, aveva aperto le braccia e quelli<br>l\u2019avevano avvinghiato. Si era fatto portare in<br>centrale, penzolando nel vuoto, un po\u2018<br>sbilanciato da un lato a causa della differenza<br>di corporatura dei due agenti. \u201cChiamate il<br>capitano Brodi, ne abbiamo preso un altro\u201d<br>avevano strillato al loro arrivo. Poi l\u2019avevano<br>portato nella cella dove tenevano tutti i<br>sovversivi. Aveva il soffitto altissimo e una<br>lunga scala appoggiata alla parete. L\u2019avevano<br>lasciato l\u00ec, sull&#8217; orlo del baratro e la porta<br>che si chiudeva bruscamente alle sue spalle quasi<br>non l\u2019aveva fatto cadere. Se n&#8217;erano andati<br>dicendo di aspettare l\u2019arrivo del capitano.<br>\u201cSono il capitano Brodi, le ordino immediatamente<br>di smetterla di strisciare l\u00ec sotto e di<br>raggiungermi qua in alto.\u201d La voce tonante del<br>capitano strapp\u00f2 il professore ai suoi ricordi.<br>Obbediente si arrampic\u00f2 sulla scala, tirandosi su<br>con le braccia, gradino dopo gradino, finch\u00e9 non<br>giunse alla sommit\u00e0, dove incontr\u00f2 il capitano<br>Brodi.<br>\u201cCome si chiama?\u201d<br>\u201cIl mio nome \u00e8 Pi Greco, sono un fisico.\u201d<br>\u201cSo cosa \u00e8, lei e tutti quelli prima di lei, una<br>banda di ciarlatani che viene qui per spaventarci<br>e farci cambiare il nostro modo di vivere.\u201d<br>\u201cSi calmi, capitano. Non \u00e8 per questo che<br>periodicamente veniamo a farvi visita.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il capitano fece un verso di scherno: \u201cLei sa<br>vero, signor Greco, perch\u00e9 nessuno di voi torna<br>mai indietro? Si faccia un favore e dica alla sua<br>gente di smettere di venire a seccarci, lo faccia<br>per la sua specie. Se vuole salvarla<br>dall\u2019estinzione.\u201d<br>\u201cLe sue minacce non funzionano con me, capitano.<br>\u00c8 mio dovere di studioso avvertire lei e tutta la<br>popolazione che quello che state facendo \u00e8<br>sbagliato.\u201d<br>\u201cE cosa facciamo noi, esattamente?\u201d<br>Pi Greco sospir\u00f2, si sentiva vecchissimo e<br>fragile: \u201cVoi non camminate, vi librate in aria,<br>come se non aveste peso e vi muovete ignorando le<br>leggi vettoriali. Ma non funziona cos\u00ec, secondo i<br>libri custoditi dalla nostra comunit\u00e0 sulla Terra<br>esistono varie forze, che attirano i corpi verso<br>il basso, che obbligano a muoversi secondo certi<br>vettori etc\u2026\u201d<br>\u201cHo gi\u00e0 sentito abbastanza. Mi dica, caro il mio<br>professore, chi mai crederebbe a simili<br>assurdit\u00e0. Qui fanno tutti cos\u00ec da generazioni.\u201d<br>Il professore fece un sorriso senza allegria:<br>\u201cQuesto perch\u00e9 vi credete cos\u00ec superiori alla<br>fisica da averla annullata.\u201d<br>Anche il capitano sorrise e disse: \u201cHa detto la<br>sua ultima stronzata Pi Greco. Si goda la<br>passeggiata finch\u00e9 pu\u00f2\u201d e detto questo chiuse la<br>porta con violenza. L\u2019onda d\u2019urto fece traballare<br>Pi Greco, che perse la presa scivolando per<\/p>\n\n\n\n<p>alcuni gradini. Si afferr\u00f2 all\u2018ultimo momento al<br>corrimano, ansimando, le ginocchia che cedevano.<br>Osserv\u00f2 il pavimento sotto di lui, era ancora<br>lontano ma poteva sentirne la superficie contro<br>la schiena e immagin\u00f2 il dolore dell\u2019impatto<br>toglierli il fiato. Strinse i pugni mentre<br>cercava di rimettersi in equilibrio. Non posso<br>fermarmi adesso, devo insistere, pens\u00f2. Si era<br>ripromesso che non avrebbe fatto scenate, perch\u00e9<br>non gli appartenevano: sal\u00ec di corsa e si gett\u00f2<br>contro la porta, gridando, finch\u00e9 non ebbe male<br>alle gambe e la gola in fiamme. Entrarono i due<br>poliziotti, volavano uno sopra l\u2019altro,<br>disegnando ampi cerchi con le braccia. \u201cChe vuoi?<br>Fai silenzio.\u201d Il professore li guard\u00f2, lo<br>sbeffeggiavano con le loro capriole e i loro<br>salti in aria, ma sapeva bene che avevano paura,<br>perch\u00e9 lui conosceva la verit\u00e0. Si sistem\u00f2 il<br>completo, riprendendo il controllo su di s\u00e9. \u201cHo<br>diritto a un ultimo desiderio\u201d disse con calma.<br>\u201cE quale sarebbe?\u201d chiese il primo poliziotto.<br>\u201cVenite pi\u00f9 vicino, vi voglio spiegare una cosa\u201d<br>inizi\u00f2 Pi Greco.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvana Accardo<br>silvanaaccardo.studia@mohole.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il professore percorreva a grandi passi ilpavimento della cella. Per passare il tempo siera messo a scrivere sulle pareti le formuledelle tre leggi di Newton. Le aveva trovate inuno dei libri che la sua comunit\u00e0 custodiva datempo immemore. 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