{"id":96,"date":"2022-04-21T14:52:59","date_gmt":"2022-04-21T14:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/?p=96"},"modified":"2022-04-25T06:50:29","modified_gmt":"2022-04-25T06:50:29","slug":"makhabel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.mohole.it\/ifantastici\/makhabel\/","title":{"rendered":"Makhabel"},"content":{"rendered":"\n<p>Una ragazza dai capelli corvino cammina imperturbabile fra i corridoi stretti e fiocamente illuminati dell\u2019Academ\u00e8; fuori \u00e8 notte fonda e regna il silenzio. Fra le braccia tiene un paio di libri e a tracolla un contenitore cilindrico, occupato da varie pergamene ben curate.<br>Nonostante porti scarpe formali, con il tacco basso, non emette un suono, non disturba il silenzio carico di trepidazione. Svolta a destra. Si sta gi\u00e0 pregustando il momento; le basta fare ancora qualche passo e la incontrer\u00e0. Solo una porta le divide. Bussa. \u00abEliane?<br>Finalmente! Ce ne hai messo di tempo. Entra pure, ho gi\u00e0 preparato il necessario per il rituale.\u00bb Isabelle sta in piedi davanti a un tavolo lungo, gremito di strumenti meccanici, beute varie, libri e sottili canaletti che convergono al centro, dove si trova un fumante alambicco. La nebbia densa emessa dal contenitore avvolge tutta la stanza, ma non \u00e8 cos\u00ec densa da impedire la vista. Eliane saluta con un cenno Isabelle. \u00abAllora, Eliane, iniziamo? Ho gi\u00e0 svolto un paio di passaggi del rituale, ma ora mi serve la tua assistenza. Sono eccitatissima!\u00bb Eliane la guarda, alza un sopracciglio e si mette lentamente ad approntare il<br>resto del rituale. \u00abAh, ovviamente non scorder\u00f2 mai quanto sei stata disponibile. Il professor Alanvard sar\u00e0 cos\u00ec fiero di me! Non potr\u00e0 fare a meno di accettarmi come sua apprendista\u00bb, blatera ancora Isabelle lanciandosi verso il formulario appoggiato sulla sedia. Riesce a malapena a interpretare quei glifi; quindi lo passa a Eliane che, con un gesto leggermente stizzito volta pagina. Il rituale viene completato e l\u2019alambicco al centro del tavolo inizia a pulsare, il fumo diventa rosa e un profumo pungente si diffonde nell\u2019aria. Al che Eliane prende l\u2019alambicco, lo sgancia dai canaletti e ne beve il contenuto; tutto sotto gli occhi<br>sbarrati e l\u2019espressione attonita della compagna. Il corpo della ragazza dai capelli corvino inizia a contrarsi, qualcosa sotto la pelle ribolle. Davanti a Isabelle non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la ragazza di prima, ma una figura alta, completamente nuda, dalla pelle grigio smunto, le unghie nere e appuntite, gli occhi rossi, i capelli lunghi e unti, le sue fattezze maschili; e senza dire una parola si avventa su Isabelle.<\/p>\n\n\n\n<p>A Tembrine la luce del sole penetra a malapena attraverso l\u2019occulta coltre di nere nubi che ne invade costantemente i cieli. Levaire guard\u00f2 verso l\u2019alto e si chiese se un giorno si potranno dissolvere, per sentire la carezza del sole sulla pelle. Ma come si fa a volere qualcosa che non si \u00e8 mai sperimentato? Non riusc\u00ec a darsi una risposta; il procedere del pensiero di Levaire venne interrotto dalla richiesta di un cliente. I suoi grandi occhi azzurri, tratto tipico della razza mezzelfa alla quale appartiene, gli si rivolsero come a tentare di esprimere una muta scusa. Il mezzelfo non si poteva pi\u00f9 permettere pause, non nel caotico<br>pub in cui lavorava, \u201cl&#8217;Uccello Canoro&#8221;. Torn\u00f2 al lavoro un po\u2019 di malavoglia, ma la giornata stava per giungere al termine e sarebbe tornato a casa. Nessuno avrebbe voluto ritrovarsi fuori di casa dopo il calar del sole; la densit\u00e0 dell\u2019oscurit\u00e0, a quell\u2019ora, era tale da rendere inutilizzabili gli atomizzatori d\u2019ombra, piazzati a ogni angolo delle strade. Si era sempre chiesto come funzionassero, anzi lo aveva ripetutamente domandato anche a Eliane che, per\u00f2, non riusciva a farglielo entrare in testa. La tua predilezione per le discipline scientifiche e pari alla mia pazienza, Levaire, gli diceva spesso lei. C\u2019entrava l\u2019assorbimento<br>dell\u2019oscurit\u00e0, e poi seguiva un procedimento di dissolvenza che non creava luce, ma \u201ctoglieva\u201d le zone di ombra, anche perch\u00e9 gli atomizzatori non potevano comunque sostituire le comuni fonti di luce, come i lampioni. Un concetto che Levaire comprendeva a malapena. Lui era sempre immerso nella musica, lo si trovava sovente con un libro o uno spartito in mano. Amava anche imparare nuove lingue e scoprirne le origini ma, nonostante questa inclinazione accademica, non si sentiva portato per la magia, men che meno per la<br>Arcanotechn\u00e9. Lanciare incantesimi e inventare strumenti magici non faceva per lui. In questi campi, per\u00f2, Eliane era un prodigio; le sue umili origini non le avevano impedito di accedere all\u2019Academ\u00e8, la pi\u00f9 prestigiosa scuola arcana di Tambrine. I due erano cresciuti insieme, nel Distretto mediano. Ora, all\u2019et\u00e0 di diciannove anni, sapevano di dover prendere<br>strade diametralmente opposte, ma non ci pensavano e si godevano l\u2019affetto, e amore, reciproci.<\/p>\n\n\n\n<p>Che bello tornare nella propria Pelle dopo cos\u00ec tanto tempo, pensa Makhabel; adorava le<br>giovani biondine come Isabel. Indifese, petulanti, ingenue, cos\u00ec facili da manipolare. Non si<br>era nemmeno accorta dello scambio e che Eliane non aveva mai parlato con lei. La<br>guardava, bocconi sul pavimento, nuda, le vesti completamente lacerate. Si era a malapena<br>opposta, dopo l\u2019iniziale penetrazione. Sulle vergini i suoi poteri avevano pi\u00f9 effetto e la<br>trasformazione avveniva pi\u00f9 rapidamente. Makhabel se ne rammaricava qualche volta, il<br>divertimento durava poco, e con Isabel non era durato molto, non lo aveva nemmeno colpito<br>una volta; che spreco, aveva pensato. Ma ora non importa pi\u00f9, quel che importa \u00e8 esser<br>riuscito finalmente a riprodursi. Isabel, ricoperta di unghiate, sangue e altri liquidi violacei<br>era in procinto di completare la trasformazione in un\u2019Entit\u00e0. Il canto lontano delle cicale<br>distrae per un attimo Makhabel, il retro della testa inizia a pulsare lentamente e un ronzio<br>pungente gli infesta le lunghe orecchie. Con uno sbuffo di frustrazione, ritorna a indossare la<br>Pelle di Eliane e, a lunghi passi, si allontana dalla camera.<\/p>\n\n\n\n<p>Levaire vide un gatto, tutto nero e dal pelo unico; striature dorate decoravano il suo magro<br>corpo, e il pelo corto ne esaltava la forma. Lo riconobbe subito. Era il gatto di Eliane, una<br>creatura misteriosa, dall\u2019intelletto superiore rispetto a ogni altro membro della sua razza.<br>Nari era il suo nome e si presentava saltuariamente alla finestra del mezzelfo per scroccare<br>un po\u2019 di cibo, affetto o semplicemente per farsi notare. Questa volta, per\u00f2, Nari era<br>inquieto. La coda ondeggiava freneticamente, saltellava qua e l\u00e0, ignorando persino l\u2019offerta<br>di cibo. A Levaire venne il sospetto che la sua amica fosse in pericolo, quindi si alz\u00f2 dal letto<br>sul quale stava leggendo. Era ancora vestito; gli bast\u00f2 indossare i suoi comodi stivali per<br>essere gi\u00e0 pronto a seguire l\u2019agile creatura magica. Nari lo aspettava al piano di sotto, sul<br>pianerottolo dell\u2019abitazione, ma non prima di avergli indicato di portare il flauto traverso in<br>legno. Levaire si dovette calare dalla finestra del primo piano, per timore di svegliare<br>qualche membro della sua famiglia. L\u2019ultima cosa che voleva era svegliare il padre o la<br>madre malata\u2026 soprattutto non il padre. Il gatto lo condusse per le strade notturne,<br>guidandolo fra i tetti della citt\u00e0 mentre teneva alla larga le Ombre che abitano<br>frequentemente la notte. Sarebbe bastato un loro tocco, soltanto un minimo contatto, per<br>vedere la propria forza venir meno. Se il contatto fosse stato prolungato, cosa che \u00e8 nel<\/p>\n\n\n\n<p>diretto interesse dell\u2019Ombra, la vittima sarebbe potuta addirittura morire. Nari respingeva<br>queste Entit\u00e0, Levaire ne era affascinato, ma non ebbe il tempo di chiedersi come tutto<br>quello avvenisse, molti dei misteri della magia gli erano ignoti ma era sicuro, anzi sperava,<br>che la magia che avvolgeva Nari li avrebbe protetti. L\u2019incantesimo, per\u00f2, si ruppe a un certo<br>punto, e alcune Ombre si diressero in direzione della coppia. Ora le vedeva da vicino, le<br>Entit\u00e0 che infestavano la regione di Inneris, della quale Tembrine \u00e8 solo una piccola parte:<br>fiammelle crepitanti, danzanti nel buio, che svolazzano placidamente in ogni dove. Spiano,<br>affannate, alla ricerca di forme di vita vulnerabili alla quale sottrarre la scintilla della vita,<br>per poi nutrirsene con la vana speranza di tornare allo stato precedente, quello di forme di<br>vita mortali. Numerosi viticci ombrosi si estesero verso Levaire, gettatosi in una corsa<br>frenetica a per di fiato, il sudore gli imperlava la fronte pallida, i capelli ordinati svolazzavano<br>al vento. Davanti a s\u00e9 solo Nari, che emanava una flebile luce dorata, a guidarlo; quando<br>questa luce scomparve, sotto di lui, poco pi\u00f9 avanti, si sent\u00ec perso. Fu una sonora botta alla<br>testa, preceduta da una caduta sorprendente, a farlo riprendere. Attorno a lui un manto<br>d\u2019erba ben curata, davanti a s\u00e9 una luce vagamente soffocata, quella di una porta d\u2019ingresso<br>verso la salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Eliane \u00e8 esperta di evocazioni. Ma non riconosce il rituale che \u00e8 stato approntato nella<br>stanza sottostante la propria, quella di uno studente del secondo anno, lo si capisce dalla<br>distanza in altitudine dei piani nei quali si trovano le varie stanze nell\u2019Ala studenti. A giudicare dai tomi sparpagliati tutt\u2019intorno, probabilmente usati come consulto per il<br>procedimento, il praticante ha esercitato una forma di Magia Planare, pensa Eliane, e la<br>confonde inizialmente per magia di Richiamo, me \u00e8 probabilmente Alchimia Planare; gli<br>strumenti scientifici e tecnici usati come medium lasciano dedurre ci\u00f2, ma solo a un occhio<br>attento. Una disciplina pericolosa non praticata da studenti del secondo anno di<br>un\u2019accademia appartenente all\u2019apparato scolastico imperiale. Eliane si gratta la testa,<br>preoccupata e perplessa. Queste sensazioni si tramutano immediatamente in terrore quando<br>svolta a sinistra, oltre il lungo tavolo di mogano in centro alla stanza. Una figura umanoide,<br>appiccicata al suolo, si contorce mugugnando flebilmente, immersa in una sostanza densa di<br>colore violaceo e amalgamata a quello che sembra sangue. Nari \u00e8 l\u00ec con lei, nella borsa. Salta<br>fuori, allarmato e comprende la situazione; un\u2019Entit\u00e0 si sta formando davanti ai loro occhi.<br>Eliane frappone il tavolo fra s\u00e9 e la nascitura Entit\u00e0, lancia un semplice incantesimo di Tutela<br>su Nari e lo incarica di andare a chiamare Levaire. Se Nari ed Eliane avessero ragione<br>riguardo la natura di questa specifica Entit\u00e0, la musica diverrebbe l\u2019unica soluzione per<br>salvarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Nari si trovava sull&#8217;uscio e fissava Levaire, i muscoli in tensione. Il mezzelfo tent\u00f2 di alzarsi,<br>contemporaneamente si spinse in avanti, verso l&#8217;entrata, ma scivol\u00f2 sull&#8217;erba e ricadde a<br>terra, prono, fra il giardino e l&#8217;interno della struttura. Ansimava, il cuore nelle orecchie e la<br>camicia di lino impregnata di sudore. Si alz\u00f2, questa volta con pi\u00f9 calma, e si chiuse la porta<br>decorata alle spalle. Nari continu\u00f2 a fissarlo, come se uno sguardo cos\u00ec intenso potesse, per<br>osmosi o chiss\u00e0 come, trasmettergli la stessa concentrazione in cui era immerso lui. Levaire<\/p>\n\n\n\n<p>si asciug\u00f2 rapidamente il sudore dalla fronte, guard\u00f2 in alto e cap\u00ec di trovarsi nell&#8217;Ala<br>studenti, zona femminile, dell&#8217;Academ\u00e8. Non era la prima volta che gli succedeva di trovarsi<br>\u201cfuori orario&#8221; in quell\u2019Ala della scuola. Nari gli graffi\u00f2 debolmente le caviglie per riottenere<br>la sua attenzione, poi si diresse alle scale del primo piano. Un grido femminile divenne<br>presto la sua nuova guida fra i corridoi neri, non illuminati, come l&#8217;atrio che si lasciava alle<br>spalle. Corse senza preoccuparsi del rumore prodotto dai suoi passi pesanti o degli oggetti<br>urtati nell&#8217;oscurit\u00e0. Nari lo super\u00f2, gli illumin\u00f2 il cammino, ma entrambi andavano nella<br>stessa direzione: l&#8217;aula di Isabel. Levaire, trafelato, spalanc\u00f2 la porta dell&#8217;aula e soffoc\u00f2 un<br>rantolo disgustato di fronte al tanfo che assal\u00ec il suo olfatto; era come un profumo dolce, ma<br>amplificato centinaia di volte ed emanato da un grosso bozzolo viola livido che inghiottiva<br>un terzo della stanza. Eliane, nella parte opposta, recitava una nenia lenta. La ragazza<br>appariva spossata, larghi aloni di sudore facevano capolino da sotto le braccia, e Levaire si<br>sent\u00ec spaesato; una serie di eventi bizzarri erano ricaduti su di lui, voleva aiutare, ma sentiva<br>di non avere gli strumenti per fare nulla, Entit\u00e0, magia e avventura non gli appartenevano,<br>erano cos\u00ec distanti dalla sua realt\u00e0 quotidiana. Eliane interruppe il suo flusso di coscienza e<br>lo costrinse ad agire; indic\u00f2 il suo flauto traverso, riposto in una custodia al fianco del<br>mezzelfo. Lo estrasse senza esitazione, le mani tremanti si fermarono immediatamente<br>quando vennero posate sullo strumento. E un fiume di note si rivers\u00f2 nella stanza. La<br>cantilena di Eliane cess\u00f2 per lasciare spazio alla musica quasi sovrannaturale creata da<br>Levaire. Il bozzolo, rigonfio e dal profumo nauseabondo, inizi\u00f2 a pulsare e delle urla<br>soffocate iniziarono a propagarsi dal bozzolo. Poi, la pulsazione lasci\u00f2 spazio a una frenetica<br>vibrazione, mentre il suo volume scemava a vista d&#8217;occhio. Dopo poco, un flusso di materia<br>liquida, appiccicosa, calda e vagamente fumante invase met\u00e0 della stanza e alla sua origine<br>c&#8217;era Isabel, ferita, dagli occhi sbarrati, dall&#8217;espressione distorta dal terrore e dal dolore, ma<br>viva. I due amici, affaticati nel corpo quanto nell&#8217;animo, si lasciarono andare a un abbraccio<br>potente. Sapevano di aver salvato delle vite, comprese le proprie, ma soprattutto quella<br>della povera ragazza. Il pericolo era passato, ma l&#8217;espressione di Eliane lasciava intendere<br>qualcosa; qualcuno si era introdotto nella scuola, o era sempre stato l\u00ec, e aveva attentato<br>alla vita di una studentessa per fini occulti. Forse il vero pericolo era lungi dall\u2019essere stato neutralizzato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gabriele Abbiati<\/strong><br>gabrieleabbiati.studia@mohole.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una ragazza dai capelli corvino cammina imperturbabile fra i corridoi stretti e fiocamente illuminati dell\u2019Academ\u00e8; fuori \u00e8 notte fonda e regna il silenzio. 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